Ambulanti in protesta, tutti contro i trasferimenti delle bancarelle: "Raggi ci toglie il lavoro"

Sit in a due passi dal Campidoglio. Sul piede di guerra gli ambulanti romani, contro le delocalizzazioni avviate dai municipi

"Il piccolo commercio esiste e resiste", "autorizzato chiude, abusivo regna", "da oltre 100 anni esistono le rotazioni". Sono solo alcuni dei cartelli appesi questa mattina in piazza Madonna di Loreto. A manifestare circa 200 ambulanti romani, delle rotazione A, B, C e integrative, sul piede di guerra contro le delocalizzazioni avviate dall’amministrazione Raggi. Via Tuscolana, via Tiburtina, via Ugo Ojetti, ponte Milvio, via Appia Nuova. Ogni municipio, in ottemperanza a quanto stabilito dalla delibera 30 passata in Assemblea capitolina, sta approntando i trasferimenti di bancarelle giudicate lesive del decoro urbano. Ma i lavoratori, non ci stanno. Perché i posti alternativi offerti non avrebbero lo stesso valore commerciale. 

"Di fatto gli operatori, e parliamo di circa 1500 persone, stanno lavorando tre giorni a settimana" denuncia Alessia Salmoni, della Uil tucs. "Perché se il posto offerto è a ridosso di un parcheggio dove non passa nessuno, è ovvio che rimanga vuoto". Ne sa qualcosa Giordana, 40 anni, ambulante a rotazione insieme al marito.

"Sono titolare di due licenze, questo è il mio lavoro e mi consente di mantenere la mia famiglia. Io capisco la questione del decoro, ma abbiamo provato a chiedere delle soluzioni diverse che non sono state mai recepite". Come il banco tipo, una struttura uguale per tutti, esteticamente compatibile con lo spazio pubblico occupato, nel rispetto delle distanze previste per il passaggio disabili. 

"Nessuno ci ha considerato" denuncia Roberto Di Porto, presidente dell'Associazione ambulanti romani. "Il banco tipo lo abbiamo presentato, il decoro lo si può garantire in altro modo, non togliendo posti di lavoro e mettendo in ginocchio una categoria che paga regolarmente le tasse. Ci ha pensato il Comune agli introiti che andrà a perdere?". Già, perché quello che tutti rivendicano è l'assoluta regolarità con i contributi versati, il pagamento da decenni della tassa per l'occupazione di suolo pubblico.

"Non siamo tutti mutandari abusivi" gridano stufi di essere demonizzati. Anzi, raccontano, c’è chi propone merce di qualità a prezzi accessibili a tutti e rivestendo anche una funzione "sociale". Settimio, 85 anni, ambulante da 65, vende vestiti per bambini. "Mi rifornisco direttamente da fabbriche in Toscana, le stesse maglie che in negozio paghi 40 euro da me le paghi 10". Per dire che "abbiamo una funzione importante. Siamo il piccolo commercio, veniamo incontro a chi ha di meno". Chiedono un confronto, gli operatori in piazza. "Raggi ci riceva. Non può tagliare posti di lavoro senza alcuna concertazione". 

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