Cda Ama, ecco i curricula per Raggi: Bina ci riprova, l'avvocato Sammarco ci spera

Tra le ipotesi anche la conferma di Massimo Bagatti nel ruolo di amministratore unico

Immagine d'archivio

La lista dei curricula arrivata al Gabinetto del Sindaco è lunga. Tre faldoni di profili da cui attingere, 121 in totale, per nominare il nuovo Consiglio d'amministrazione di Ama. Sempre che Raggi non scelga - ed è sua facoltà farlo dato l'incarico di tipo fiduciario - fuori dalla rosa. Si saprà ufficialmente a fine marzo, non prima, riferiscono i ben informati. Ma intanto, con l'elenco sul tavolo della commissione Ambiente riunita oggi su richiesta delle opposizioni, scatta il totonomi. 

Su tutti il nominativo che desta quantomeno curiosità è quello di Pieremilio Sammarco, l'avvocato titolare dello studio legale dove la sindaca grillina ha lavorato per anni. Civilista, 50 anni, suo docente all'università, è stato ribattezzato il consigliere ombra per come ha consigliato Raggi nei mesi dello scandalo legato alla figura di Raffaele Marra, ex braccio destro della prima cittadina arrestato per corruzione (poi condannato a 3 anni e 6 mesi). Ora si candida a guidare la partecipata dei rifiuti romana. E le malelingue sono più che pronte a scommettere che sarà uno dei prescelti.   

Tra i concorrenti anche Stefano Bina, che ritenta la scalata dopo essersi dimesso due anni fa. Nominato ai vertici dell'azienda a pochi mesi dall'insediamento della sindaca, dopo Alessandro Solidoro e Antonella Giglio, ha mollato neanche un anno e mezzo più tardi, sulla carta, per ragioni personali. Ma non è un segreto per nessuno che sia entrato pian piano in rotta di collisione con la gestione Montanari-Bagnacani, e messo poi all'angolo dalla stessa Raggi. Ora però il quadro è cambiato. Quel duetto non esiste più. Chissà che, in mancanza di alternative valide, non venga fatto rientrare dalla finestra. Era pur sempre un uomo di fiducia della Casaleggio associati. 

Tra i "famosi" in elenco anche Raphael Rossi, amministratore unico di Formia Rifiuti Zero, la partecipata che si occupa dei servizi di igiene urbana per i comuni di Formia e Ventotene. E Pierluigi Benvenuti, ex presidente Ama nell'era di Gianni Alemanno. La sua domanda però, a quanto risulta a RomaToday, si trovava in un primo elenco che ha poi subito una scrematura. Sarebbe stata scartata per irregolarità formali. Compare invece quella di Michele Petrucci, presidente del Corecom Lazio. Mentre a sorpresa manca il cv di Massimo Bagatti, l'attuale amministratore scelto da Raggi per sostituire, pro tempore, Lorenzo Bagnacani.

Ma, come ricordano gli stessi consiglieri Cinque Stelle in commissione, con tanto di richiamo al Tuel (il Testo unico degli enti locali), "la sindaca non è certo obbligata a scegliere tra i curricula, può anche nominare qualcuno che non ha niente a che fare con la call". E infatti, in via Calderon de la Barca, sono in molti a sostenere l'ipotesi di una conferma di Bagatti nel ruolo di amministratore unico. A supportare l'idea, l'interventismo dell'ex direttore operativo all'interno della struttura nelle ultime settimane. 

Starebbe infatti lavorando, a fianco del direttore generale del Campidoglio Franco Giampaoletti e al presidente del collegio sindacale Mauro Lonardo, a una ridefinizione della macrostruttura aziendale, sotto diktat preciso di palazzo Senatorio che vuole fuori dai giochi i manager più vicini a Bagnacani e quindi alla vecchia gestione. E non rispondendo sul punto alle richieste di chiarimenti avanzate dalle rappresentanze sindacali degli stessi dirigenti, come riportato in una lettera resa nota da RomaToday. Il vero interrogativo però riguarda l'approvazione del bilancio: se Bagatti lo firmerà o meno, in rosso, quindi alle condizioni dettate dal Campidoglio. 

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