Ama's got Talent resta un sogno: l'azienda rimette al loro posto i giovani formati per fare i dirigenti

L'amministratore Bagatti: "Oggi azienda ha altre esigenze organizzative". E c'è il rischio di un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale

Immagine d'archivio

Altro che "manager di domani" e trionfo di "merito, competenze, voglia di mettersi in gioco". I giovani talenti di Ama, selezionati per ricoprire ruoli di responsabilità nella macrostruttura dirigenziale dell'azienda, tornano all'ovile. Scelti nel 2017 all'interno del progetto Ama's got Talent, i 20 under 38, già dipendenti Ama, rigorosamente laureati, formati per un avanzamento di carriera all'interno della macrostruttura di via Calderon de la Barca scontano lo tsunami che ha investito l'azienda negli ultimi sei mesi. 

A nove di loro l'amministratore pro tempore Massimo Bagatti ha dato la triste comunicazione, ironia della sorte, proprio all'indomani della Festa dei lavoratori. "L'azienda - si legge in una delle lettere che RomaToday ha potuto visionare - procederà con effetto immediato alla sua rassegnazione nel precedente incarico e al corrispondente livello di inquadramento attribuito". Un bel colpo di spugna su un piano che la stessa sindaca Virginia Raggi aveva lanciato con grande entusiasmo.  

"Autisti e operatori ecologici laureati saranno i manager di domani - annunciava sui social - l'epoca dei favoritismi è finita, con noi avanzano competenze e merito". Già, il sogno però è durato poco. Le giovani promesse, pronte a occupare posti di prestigio guadagnati dopo mesi di formazione e tutoraggio, sono rimaste con l'amaro in bocca. Erano operatori ecologici, autisti di mezzi pesanti, operai dell'impiantistica, impiegati ordinari. Ama aveva detto di voler valorizzare e sfruttare i loro titoli di studio, quelle lauree in ingegneria, economia, legge, scienze politiche, in nome di un nuovo corso lontano dalle informate del passato tra parentopoli e assunzioni poco trasparenti.  

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"I valori dei singoli saranno comunque soppesati nell'ambito di un ampio progetto di riorganizzazione della macrostruttura che verrà reso noto nelle prossime settimane" spiega a RomaToday l'amministratore unico Massimo Bagatti. Tra le righe ammette che il progetto, oggi come oggi e così come è stato lanciato nel 2017, non può andare avanti. "Sono cambiate le condizioni, l'azienda è chiamata a superare prove importanti e punta sulla massima efficienza delle sue risorse. Non possiamo pensare al solo soddisfacimento del singolo, dobbiamo avere una visione più ampia". Detto ciò, "stiamo ancora definendo il tutto, è presto per esprimersi, quella dei 20 under 38 è solo una delle partite che stiamo sistemando"

Insomma, la bocciatura, è innegabile, c'è. E un primo stop a quello che doveva essere la nuova era all'insegna di merito e trasparenza, pure. Senza contare il rischio di un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale. I lavoratori hanno affrontato un'intensa attività di formazione definita da Ama "di alto livello" per accrescere le capacità tecniche, esperienziali, manageriali. Ogni "talent" è stato seguito da un tutor e da un coach che ne ha curato per mesi aspetti motivazionali e di crescita. E ha passato una serie di step valutativi al termine dei tirocini nei diversi comparti. Un percorso costato circa 250mila euro. 

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