Tempo scaduto per gli alluvionati del Flaminius: "Il Comune ci ascolti, non abbiamo alternative"

Alle sette famiglie che sono rimaste all'Hotel Flaminius da tre settimane è stata staccata anche l'acqua. Niente case popolari, esclusi dal bonus casa: "Restiamo perché non sappiamo dove andare"

Con l'alluvione del 31 gennaio del 2014 hanno perso tutto. E oggi rischiano di finire per strada per la seconda volta. Sono sotto sgombero sette famiglie che, prima che l'acqua rendesse inagibili i loro appartamenti, abitavano a Prima Porta. La società che gestisce l'Hotel Flaminius, che li ha ospitati per tre anni, nel febbraio scorso ha inviato loro una lettera di sfratto. E le alternative non ci sono. Le prime proteste sono scattate a pochi giorni dall'arrivo della lettera. Il 27 febbraio scorso un gruppo di inquilini, insieme ad alcuni abitanti dei residence, si è radunato sotto le finestre dell'assessorato alle Politiche Sociali di Laura Baldassarre. Ci sono tornati diverse volte, sostenendo anche un presidio con tanto di tenda che è durato tre giorni. Le risposte, però, non sono arrivate. "Il 4 maggio abbiamo ottenuto la convocazione per un incontro con l'assessore" spiega Sennait, tra gli abitanti della struttura. Ma sul loro futuro non c'è alcuna certezza. 

Intrappolati nel dimenticatoio della burocrazia, il Comune ha smesso di pagare questa sistemazione da quasi due anni. La cooperativa che forniva pasti e assistenza nella struttura, dal 15 maggio 2016 ha smesso di erogare qualsiasi servizio. E il proprietario oggi vuole rientrare in possesso dell'immobile. 7 famiglie sulle 17 che inizialmente avevano trovato un alloggio all'Hotel Flaminius sono rimaste lì, semplicemente "perché non abbiamo alternative". Qualcuno è disoccupato e altri "vivono con salari da 500 euro al mese". Nella struttura si vive da tanto tempo con l'incubo dello sgombero ma ora sembra davvero improrogabile. "Da qualche settimana ci hanno anche staccato l'acqua calda così siamo costretti a scaldarla su fornelli elettrici posizionati alla bell'e meglio nei bagni". Le camere d'albergo, infatti, sono sprovviste di spazi per cucinare. "Tra noi c'è una signora invalida che non può mai lasciare la stanza perché non c'è un ascensore. Ci sono anche dei minori, tra cui uno di tre anni e mezzo e uno di otto".

L'incubo dello sfratto è costante. "Ogni giorno ci chiedono di andarcene. Una famiglia con quattro bambini nelle scorse settimane ha deciso di lasciare l'Hotel Flaminius per paura che una denuncia per occupazione abusiva impedisca per sempre l'accesso a qualsiasi tipo di assistenza abitativa. Gliel'hanno consigliato gli assistenti sociali" continua Sennait. "Non che abbiano trovato una soluzione alternativa: sono andati tutti dalla madre e ora vivono in una difficile situazione di sovraffollamento".

Chi è rimasto non sa dove andare. Di case popolari nemmeno l'ombra mentre dal 'bonus casa', "che ci era stato promesso dall'ex assessore della Giunta Marino, Francesca Danese", sono rimasti esclusi. "Negli anni abbiamo avanzato tutte le richieste di assistenza alloggiativa possibili, da quelle per una casa pubblica ai residence. Alcune delle domande vennero rifiutate per errori di natura burocratica". E nessun'altra alternativa è stata proposta. La speranza è tutta per l'incontro che si terrà il 4 maggio con i rappresentanti del Campidoglio. "Ma lo sgombero potrebbe anche avvenire prima". 

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