Commercio, Tredicine: "Bene M5s, la direzione è giusta. Meloni? Non ha fatto niente"

Il presidente di Apre Confesercenti a RomaToday

Bancarelle, immagine d'archivio

"La direzione del M5s è quella giusta". Alfiero Tredicine, presidente del sindacato Apre Confesercenti, rappresentante di oltre duemila commercianti ambulanti della città, nonché membro della famiglia di 'bancarellari' che detiene gran parte delle licenze del centro storico, commenta a RomaToday le ultime notizie inerenti il settore. Dalla delibera 30 tornata in aula mercoledì scorso, all'addio dell'assessore Adriano Meloni e le sue liti con il consigliere Andrea Coia, fino alle polemiche sulla Befana di piazza Navona (che interessano direttamente i Tredicine) tornate in auge in queste ore. E dà il suo giudizio, positivo, su quanto fatto fin'ora dall'amministrazione Raggi: "Si va verso un cambiamento, non bisogna avere paura". 


Come valuta il nuovo regolamento sul commercio voluto dal Movimento Cinque Stelle?

Non abbiamo ancora analizzato le ultime modifiche.

E' rimasto uguale a quello di giugno, nella sostanza...

Allora direi bene, nel senso che è una delibera che va nella giusta direzione. 

Ovvero?

Quella che abbiamo messo nero su bianco in un documento politico-sindacale consegnato nel 2016, prima delle elezioni, a tutti i candidati. In sintesi serve un piano regolatore del commercio per questa città, che valorizzi i banchi storici, che imponga regole che valgano per tutti e non solo per qualcuno. Nessuna attività regolare deve essere cacciata via. Il M5s sta dimostrando di seguirci. Non come l'amministrazione precedente di Marino. 

Cosa contestavate all'ex sindaco?

Avevano una visione, lui e Leonori (ex assessore al commercio, ndr), di totale chiusura e ostruzionismo. Non si può pensare a un centro storico senza bancarelle, ci vuole una pianificazione certo, ma in tutte le città del mondo ci sono banchi in centro. Poi parlavano tanto di decoro e proposero la vendita di cibi e bevande nelle edicole. Ci capiamo? 

E invece secondo voi come si tutela il decoro cittadino rispetto a un commercio che potrebbe essere definito forse un po' invasivo?

Ripeto, serve un grosso cambiamento, bisogna cominciare a dare valore alle attività storiche, colpendo quelli che vendono roba cinese e banchi che possono vendere di tutto. Prima cosa: i bandi si fanno seguendo il criterio dell'anzianità di licenza.  

Ma così è sempre stato, non è un grosso cambiamento, no? E le si potrebbe facilmente obiettare che privilegiare l'anzianità impedisce l'apertura del mercato. Un po' il contrario del principio di liberalizzazione vigente in Europa, penso alla Bolkestein.

Non è così, si può rinnovare ad esempio per quanto riguarda i prodotti venduti, scegliendo di privilegiare quelli tipici, quelli italiani e di qualità.

Su piazza Navona siete stati accontentati. Grazie al criterio di anzianità la famiglia Tredicine ha vinto di nuovo gran parte dei posteggi, per nove anni. 

Lei non è ben informata.

Può smentirmi?

Quello è stato un bando con regole sulla qualità molto stringenti. E poi ogni titolare di licenza ha un solo posteggio. Abbiamo semplicemente rispettato quello che è stato permesso con l'avviso pubblico. Niente di più niente di meno. 

L'assessore uscente Adriano Meloni ha accusato il consigliere Coia di avervi favorito.

Questo è un tema che non ci interessa. Probabilmente lo ha fatto per non far parlare di quella che è un'incapacità di fondo. Ma questa è una mia opinione. 

In che rapporti eravate come sindacato con Meloni?

Non l'abbiamo mai visto tranne a una prima riunione all'inizio. Non sappiamo cosa abbia fatto, a noi non risulta che abbia fatto niente. Noi abbiamo partecipato solo qualche volta nelle commissioni che sono pubbliche. La delibera 30 prevedeva un Osservatorio sul commercio. L'assessorato non è stato in grado di farlo partire, non c'è stato nessun tavolo di programmazione e sviluppo. A dimostrazione di come non siano solo le categorie a non rispettare le normative. 

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