Alberi, Raggi convoca gli stati generali: "Servono decisioni coraggiose"

Sugli alberi il Campidoglio propone d'istituire un tavolo di lavoro con ministeri, università ed uffici. Obiettivo, affrontare una duplice sfida: "Garantire la sicurezza e tutelare il paesaggio"

Villa Borghese (immagine di repertorio)

L'imponente presenza di alberi nel territorio romano mette il Campidoglio davanti ad una sfida. Occorre trovare un punto d'equilibrio tra la sicurezza dei cittadini e la tutela di un paesaggio unico.  Per riuscirvi Virginia Raggi ha deciso di puntare sulla collaborazione.

Gli stati generali

Il primo aprile, in Campidoglio, sarà avviato un tavolo di lavoro. La sindaca ha invitato alla partecipazione ministeri, presidi e direttori dipartimentali delle università, l'Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestale, la Società italiana di selvicoltura. Ma anche la Soprintendenza speciale e la Sovrintendenza capitolina. Sono tantissime le realtà coinvolte perchè, come sottolineato dalla Sindaca, "è fondamentale ogni intervento collaborativo". Anche con il mondo dell'associazionismo che, evidentemente, rappresenta una risorsa importante della città.

Sicurezza e tutela del paesaggio

Il patrimonio forestale di Roma rappresenta una ricchezza irrinunciabile. Ma pone anche il complicato tema di dover gestire questi alberi.  "Occorrono anche scelte straordinarie che consentano di assumere indirizzi coraggiosi" ricorda la Sindaca. Ci sono infatti due esigenze da prendere in considerazione. Da un lato c'è "la primaria esigenza di garantire condizioni di assoluta sicurezza dei cittadini". Dall'altro c'è la necessità " di preservare e tutelare il paesaggio romano". All'amministrazione, ricorda Raggi nel documento in cui convoca gli stati generali, spetta il compito di far coesistere i due aspetti. Ci sono infatti 330mila alberi in città, un capitale che "va senza dubbio tutelato e preservato" ma che è composto anche da alberature da abbattere perchè malate o arrivate a fine ciclo.

Il piano straordinario

Il Campidoglio tende quindi la mano ed invoca " il contributo di coloro che si occupano quotidianamente di questi temi". Da parte sua l'amministrazione s'impegna a chiedere "a gran voce anche il contributo concreto a tutti i livelli istituzionali". Il duplice obiettivo, garantire la sicurezza e salvaguardare il paesaggio,  pongono il Campidoglio difronte alla necessità  "di definire criteri e parametri di intevento per un piano straordinario di manutenzione e sostituzioni".  Una sfida che Virginia Raggi   auspica  "possa divenire patrimonio condiviso di un processo virtuoso che coniughi conservazione , valorizzazione e sicurezza dei cittadini".  Un banco di prova importante per l'amministrazione e per la Sindaca che, dopo le dimissioni dell'assessora Pinuccia Montanari, si sta occupando in prima persona delle questioni capitoline legate all'ambiente. Con una modalità che, al netto di questa convocazione degli stati generali, sembra tendere verso una gestione partecipata.

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