Alberi, "la svolta storica" di Raggi non c'è. E intanto per Italia Nostra è "strage di pini"

Il Regolamento, annunciato da Raggi, non è ancora stato approvato dall'Assemblea capitolina

Immagine di repertorio

La “svolta storica” annunciata dalla Sindaca non c’è stata. Il Regolamento del Verde non è mai divenuto effettivo. Senza l’approvazione dell’Aula Giulio Cesare, l’atto firmato dalla giunta Raggi non ha valore.

Le aspettative deluse

Il lungo lavoro che ha visto il coinvolgimento di associazioni, istituzioni ed agronomi, è finora rimasto lettera morta. Eppure l’aspettativa era molto alta. “La mancanza di un regolamento fino ad oggi ha portato ad una gestione del verde affidata al buon senso, ma nella maggior parte dei casi si è assistito a gestioni scorrette” aveva dichiarato, nel gennaio del 2019, l’allora assessora Pinuccia Montanari. Qualche mese più tardi sono giunte le sue dimissioni. La discussione in Assemblea Capitolina, invece, non è mai arrivata.

Sparito dai radar

Il tema non è più stato affrontato. E’ divenutato una sorta di tabù. Del Regolamento del verde la Sindaca non ha neppure fatto cenno quando ha lanciato l'accordo con la Protezione Civile per il monitoraggio delle alberature. Eppure, aveva dichiarato Montanari che“per oltre sei mesi, ogni settimana” i rappresentati del Campidoglio avevano “incontrato associazioni, comitati e rappresentanti degli ordini professionali per rivedere, articolo per articolo, il testo del Regolamento”.

Cos'è rimasto nei cassetti

Cosa prevedeva l’agognato regolamento del verde? Nei suoi cinque capitoli venivano individuate le migliori pratiche per effettuare le potature, le piantumazioni, per tutelare gli alberi durante i lavori o gli scavi stradali. Un vademecum utile per consentire la salvaguardia e la valorizzazione dell’immenso patrimonio forestale della città.

Una gestione caotica

Senza il Regolamento, la gestione del verde resta caotica. “La strategia degli interventi è ignota come nei mesi passati – ha segnalato la sezione romana di Italia Nostra – Il verde privato è in balia dei capricci dei proprietari dei giardini, il verde pubblico non è ancora completamente censito e si corre dietro solo alle emergenze minuto per minuto; il verde storico non risulta avere progetti di breve, medio e lungo termine”. In definitiva prevale ancora un approccio emergenziale.  E le continue segnalazioni di pini crollati, di capitozzature e di parchi chiusi per la mancata rimozione degli alberi, ne rappresentano la prova.

Il Regolamento da approvare

Intanto Italia Nostra Roma, anche per questo, è tornata a sollecitare un cambio di passo. “Chiediamo al Sindaco, alla Giunta ed  all’Assemblea Capitolina che mettano urgentemente all’ordine del giorno l’approvazione del Regolamento del Verde, adempiendo così ad un dovere verso l’intera comunità”. Il patrimonio forestale di Roma, enfaticamente definita “il giardino d’Europa”, non può attendere oltre. 


 

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