Affrancazioni più veloci, formule per il calcolo e detrazioni: approvata la delibera

La Giunta Raggi ha dato l'ok al provvedimento. Manca solo il parere dell'Aula

Procedure semplificate per l’affrancazione. E’ l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta capitolina finalizzata a rimettere ordine nel settore dei piani di zona. In particolare il provvedimento, si legge in una nota del Campidoglio, “semplifica in maniera trasparente la formula per la definizione del corrispettivo di trasformazione e del corrispettivo di affrancazione dai vincoli del prezzo massimo di cessione in modo da poter mettere il calcolo a disposizione di tutti i cittadini che ne avranno necessità”.

Il provvedimento si riferisce alle case realizzate nei piani di zona, il cui prezzo di vendita e di affitto è vincolato a prezzi ribassati, legati ad una convenzione stipulata con il Comune di Roma. Versando l'affrancazioni i proprietari di queste abitazioni possono 'liberarle' dal rispetto di tali importi stipulando un'altra convenzione. Questa possibilità è stata introdotta con una legge del 2011 ma il numero di pratiche per richiederla è aumentato recentemente. Il motivo risiede nel fatto che negli anni passati queste abitazioni sono state acquistate a prezzi vincolati e rivendute pochi anni dopo a prezzi di libero mercato. Una sentenza di Cassazione, nel settembre del 2015, ha stabilito però che tale comportamento era erroneo. Risultato: tutti questi appartamenti, anche se acquistati a prezzi di mercato, non possono essere rivenduti se non a prezzi vincolati. Il fatto coinvolge circa 200 mila case. 

Una volta che la delibera verrà approvata in Assemblea capitolina, “saranno pubblicate sul portale di Roma Capitale le formule di calcolo per dare la possibilità ai cittadini interessati di definire in forma puramente presuntiva gli importi che dovranno sostenere”. Il documento, basandosi “sull’orientamento giurisprudenziale”, inserisce detrazioni “non solo i corrispettivi riferiti al costo delle aree, ma anche degli oneri di urbanizzazione, che fino ad oggi non erano contemplati”.  

Inoltre, continua la nota, “si prevede una soglia minima da versare a titolo di corrispettivo di trasformazione e affrancazione in tutti i casi in cui tale corrispettivo dovesse risultare inferiore a tale soglia, anche nel caso in cui siano già trascorsi venti anni dalla stipula della convenzione o la stessa risulti scaduta”.

Il provvedimento ha valore retroattivo: “Le formule di calcolo dovranno essere applicate sia alle domande di affrancazione e/o trasformazione pervenute presso il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica in data successiva alla delibera approvata sia alle domande pervenute precedentemente, per le quali non sia ancora avvenuta la stipula della convenzione integrativa”. Le entrate derivanti dalle procedure di affrancazione e trasformazione, infine, “saranno vincolate al completamento delle opere di urbanizzazione all’interno dei Piani di Zona non ultimati o con carenza di fondi”.

“Ringrazio la Giunta, i consiglieri capitolini e gli uffici per il lavoro prezioso che questo provvedimento definisce” le parole della sindaca Virginia Raggi. I cittadini hanno il diritto di avere accanto un’Amministrazione che li difenda e li tuteli e noi anche su questo tema siamo con loro”. Per l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori, “quello di oggi è un risultato molto importante che premia un lavoro di gruppo intenso che ha visto collaborare Aula, Commissione capitolina, uffici, per rispondere a una istanza che proviene dai cittadini su un tema centrale e delicato come l'abitare” ha affermato auspicandosi “un intervento legislativo del Governo”.

La proposta di delibera, specifica Donatella Iorio, presidente della commissione capitolina Urbanistica “recepisce gli indirizzi dati dall’Aula Giulio Cesare lo scorso marzo, consentendo così di snellire e velocizzare le procedure per ottenere l’affrancazione e la trasformazione degli immobili siti nei Piani di zona. Prima dell’approvazione finale in Assemblea Capitolina, la delibera verrà illustrata ed esaminata nel dettaglio in commissione urbanistica, che successivamente esprimerà il parere di competenza”.

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