menulensuserclosebubble2shareemailgoogleplusstarcalendarlocation-pinwhatsappenlargeiconvideolandscaperainywarningdotstrashcar-crashchevron_lefteurocutleryphoto_librarydirectionsshoplinkmailphoneglobetimetopfeedfacebookfacebook-circletwittertwitter-circlewhatsappcamerasearchmixflagcakethumbs-upthumbs-downbriefcaselock-openlog-outeditfiletrophysent_newscensure_commentgeneric_commentrestaurant_companiessunnymoonsuncloudmooncloudrainheavysnowthunderheavysnowheavyfogfog-nightrainlightwhitecloudblackcloudcloudyweather-timewindbarometerrainfallhumiditythermometersunrise-sunsetsleetsnowcelsius

Affittopoli a Roma, l'acqua calda che scandalizza l'Italia e infiamma la politica

Dopo l'annuncio della task force di Tronca la politica fa a gara per attribuirsi la 'paternità' della cosiddetta lista nera. Marino: "La mia giunta fece il censimento". Alemanno: "La mia delibera messa in un cassetto"

Appartamenti, associazioni, circoli sportivi, hotel. Sulla Capitale è (ri)esploso il caso di affittopoli. Il commissario straordinario capitolino sembra deciso ad arrivare fino in fondo nell'intricata giungla del patrimonio immobiliare comunale che conta circa 40 mila proprietà immobiliari. Tra affitti irrisori, abusivi, morosità, contratti scaduti, o mai esistiti, vecchi ormai di decenni e affidamenti invece molto più recenti, la mala gestione del patrimonio comunale chiama in causa la politica degli ultimi decenni. E la fa litigare. 

LA POLITICA LITIGA - “La mia giunta aveva completato il censimento degli immobili cosiddetti low cost, passando al setaccio i documenti custoditi al dipartimento Patrimonio e pubblicato l'elenco da marzo 2015 sul sito del Comune” ha precisato l'ex sindaco Ignazio Marino. E, del resto, il caso affittopoli che oggi torna a scandalizzare, era già scoppiato anche durante l'amministrazione dell'ex primo cittadino. Anche l'ex sindaco Alemanno rivendica la paternità della 'lista nera'. Per Alemanno se la sua delibera che prevedeva la vendita di parte del patrimonio immobiliare “non fosse stata messa in un cassetto”, il caso affittopoli “oggi sarebbe praticamente risolto” semplifica Alemanno. Attacca anche Alessandro Onorato, ex capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio: “Non è una novità che in via del Colosseo o a Largo Corrado Ricci si paghino poche decine di euro al mese: riuscimmo a far sviscerare ampiamente il caso già durante l'amministrazione Marino”. "Il Commissario Tronca ha scoperto l'acqua calda" ha commentato la senatrice del Movimento cinque stelle Paola Taverna ai microfoni di Radio Cusano Campus. "Noi già avevamo denunciato questa situazione ben più di un anno fa. Sono 30 anni che la situazione va avanti così, di consiliatura in consiliatura". 

Parla anche Morassut, deputato Pd, ex assessore all'Urbanistica e candidato alle primarie per il sindaco del comune di Roma: "Quel che è certo è che prima del 2008 fu concluso un censimento che però poi non è più stato aggiornato ne manutenuto. Fino al 2008 sono state infatti completate le vendite per 700 alloggi su un totale di 1400 non E.R.P. di proprietà comunale. L’introito per il comune fu di circa 200 milioni di Euro" scrive. "Dopo di allora il buio. Un buio durato 5 anni fino al recente passato quando la Giunta Marino con il vicesindaco Causi riprese ad occuparsi del problema. Questa è la storia che nessuna strumentalizzazione politica può stravolgere". 

LA TASK FORCE DI TRONCAPer ora i dati disponibili, indicano che la strada per “una verifica puntuale del patrimonio” è ancora in salita. Su 574 immobili, e sono solo quelli del municipio del centro, solo il 18,5% delle unità abitative è utilizzato da inquilini con contratto. Una percentuale che non esclude affitti irrisori e morosità. Il resto si divide in contratti scaduti, contratti mai effettuati, inquilini che attendono di essere regolarizzati. “I canoni contrattualizzati risultano ampiamente inferiori ai valori minimi di mercato” scrive il Campidoglio. E Tronca è deciso a verificare tutto sul campo. “Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di verificare: se vi siano occupazioni abusive, (frequenti le discrasie fra gli intestatari dei contratti, risalenti nel tempo, e gli attuali occupanti), l’individuazione dei dirigenti che si sono succeduti nella gestione del patrimonio e che hanno stipulato i contratti ovvero hanno omesso l’aggiornamento dei canoni di locazione, le eventuali azioni in corso volte a recuperare la disponibilità dei beni in capo alla Amministrazione”.

DECINE DI ESEMPINon sono poche le abitazioni, in pieno centro, affittate per poche decine di euro al mese. E' il Campidoglio stesso a citare i casi più eclatanti: un alloggio a Borgo Pio per 10,29 euro al mese, uno in Corso Vittorio Emanuele per 24, 41; un altro con vista sui Fori Imperiali per 23,36; non manca via del Colosseo, 25,64 euro al mese. Migliaia di immobili di proprietà del comune anche ad associazioni, 'spazi sociali', sindacati, sedi di partito, comitati cittadini. Al fianco di ogni posizione, di ogni importo, si legge: 'Verifica in corso'. 

Potrebbe interessarti

Commenti (3)

  • .....se ne parla ormai da svariati anni, ma fino adesso chi ha fatto cosa?

  • Dove sta la novità? Qui tutti lo sanno e tutti sanno quanti impacci verrebbero a galla se si controllasse tutto di più! Ma si sa che si preferisce il magna e fuggi a scapito dei più onesti! Ma ri.no é meglio che non parla visto che non ha saputo affrontare il problema. Al.e,magno meglio non commentarelo così i due prima che chissà quanti soldi hanno intascato su questa storia. Vedremo quanto ci mettono a coprire tutto... Come sempre!

    • sa SEMPRE è stato cosi nel mio quartiere ci sono sedi di partito ed associazioni di volontariato in palazzi gestiti dal comune!! domanda sono in regola??? Scorrerò le liste con molto interesse!!!

Più letti della settimana

  • Cronaca

    Meteo a Roma, forte vento sulla Capitale: allerta della Protezione Civile

  • Incidenti stradali

    Incidente in via Appia, motociclista contro auto: morto decapitato

  • Cronaca

    Omicidio a Prati: gestore di una vineria ucciso da un tassista

  • Cronaca

    Sciopero a Roma, il 31 maggio metro e bus a rischio

Torna su