Non solo spesa, anche gli affitti sono un'emergenza: le richieste dei sindacati per evitare un'ondata di sfratti

Per quanti hanno perso il lavoro a causa dell'emergenza sanitaria a partire dai prossimi mesi sarà difficile pagare l'affitto

A emergenza sanitaria ed economica inoltrata per migliaia di persone in affitto che hanno perso il lavoro a causa dei blocchi e delle restrizioni imposte per arginare il diffondersi del Coronavirus il problema del reddito sta per diventare anche un problema abitativo. Così rischia di aggravarsi il disagio di una città come Roma dove oltre 13mila persone sono in attesa di una casa popolare, circa 10mila vivono nelle occupazioni abitative e dove nel 2018 ogni giorno sono state sfrattate sei famiglie, la maggior parte delle quali perché non avevano un reddito adeguato per pagarsi un tetto sulla testa. Per questo da sindacati e realtà sociali sono scattati una serie di appelli al Governo, con proposte in campo di diversa natura, per l’attivazione di misure in grado di dare risposte. L’allarme è scattato subito dopo l’approvazione del decreto ‘Cura Italia’ nel quale si stabilisce il blocco degli sfratti fino al 30 giugno senza prevedere alcuno stanziamento economico in tema abitativo, se non la sospensione del pagamento dei mutui.

Da ormai qualche giorno sta girando un appello promosso da Unione Inquilini, Link Coordinamento Universitario, Rete della Conoscenza e Pensare Urbano e firmato da un lungo elenco di associazioni e realtà territoriali con la richiesta di un fondo straordinario per il sostegno all’affitto. “Una semplice sospensione del pagamento dei canoni comporterebbe solo uno spostamento in avanti del problema”, si legge nell’appello. “Inoltre è necessario evitare sia che gli inquilini vadano in morosità, sia che ai proprietari venga meno un reddito che per alcuni è importante e rappresenta in questo momento una delle poche fonti di guadagno”. Come spiega Fabrizio Ragucci, segretario dell’Unione Inquilini di Roma, “questo sostegno deve essere erogato velocemente a differenza del contributo all’affitto che richiede un bando e delle graduatorie”. Non solo. Per il sindacalista “bisogna pensare a una proroga anche per il blocco degli sfratti almeno fino a settembre”. 

A condividere la preoccupazione anche i sindcati Cgil, Cisl, Uil Lazio e Sunia, Sicet, Uniat Aps Lazio che, in una nota stampa, parlano di un “impatto che rischia di essere devastante” e di una “stagione di sfratti per morosità insostenibile”. L’appello è rivolto al Governo ma anche a Comune e Regione. Anche questi sindacati propongono il finanziamento del fondo al sostegno all’affitto con modalità semplificate di erogazione. Ma non solo. Chiedono di “incentivare forme di rinegoziazione delle condizioni che possano includere sospensione parziale o totale del canone con esenzione fiscale del locatore per il reddito non percepito nei relativi periodi, anche per gli usi commerciali” e “l’apertura da parte dei Comuni dei tavoli istituzionali per la revisione straordinaria degli accordi territoriali (accordo tra sindacati e enti locali sui parametri di definzione del canone concordato, ndr)”.

Per Emiliano Guarneri, segretario del Sunia di Roma e del Lazio, “anche il Comune di Roma dovrebbe riconovocare il tavolo e trovare i fondi che permettano di individuare un sistema per calmierare gli affitti, per esempio tramite incentivi fiscali per i proprietari”. Guarneri parla di un aumento di richieste di aiuto da parte di inquilini in difficoltà: “Le nostre caselle mail sono piene di persone che non sanno come pagare l’affitto nei prossimi mesi. Per ora l’unica cosa che possono fare è chiedere tempo ai proprietari ma non tutti hanno le spalle abbastanza coperte per accettare. A Roma si prospetta una stagione di sfratti per morosità difficile da gestire”. Sunia, Sicet e Uniat di Roma e del Lazio hanno anche indirizzato una lettera all’assessore regionale per le Politiche abitative, Massimiliano Valeriani, nella quale si chiede di mettere in campo misure come la sospensione temporanea dei canoni per le fasce più povere o un aggiornamento immediato per chi ha perso il lavoro o ha subito una restrizione del reddito.

Il blocco degli affitti e delle utenze è invece alla base della campagna di Asia Usb “per dare voce ai milioni di lavoratori, disoccupati e precari che non riusciranno più a sostenere l’affitto”. Il punto di partenza della riflessione del sindacato di base parte dal fatto che le “misure adottate dal governo lasciano tantissime persone senza alcuna entrata” senza che sia stata “prevista una rimodulazione o un blocco del pagamento dei canoni d’affitto”.

Asia Usb ha deciso così di mettere in campo un modulo che gli inquilini in difficoltà con il pagamento dell’affitto possono inviare al proprietario per chiedere di non procedere con lo sfratto. Come fa sapere lo stesso sindacato nella nota, “per legge non esiste alcun modo con cui l’inquilino può richiedere di non pagare”. La strada è quindi quella di mettere nero su bianco quante persone hanno difficoltà nel pagamento con l’affitto e trasformarla in una “rivendicazione collettiva”.

Il sindacato chiede quindi “il blocco degli affitti, del pagamento delle utenze e soluzioni abitative per tutti” ma anche un “reddito di emergenza incondizionato” che preveda una “quota destinata all’affitto e alle utenze” allineandosi così alla richiesta dei Movimenti per il diritto all’abitare e di precari e partite iva di un ‘reddito di quarantena’. Come spiega Angelo Fascetti di Asia Usb “è necessario un blocco degli sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell'emergenza. Per finanziare questi provvedimenti va tassato il patrimonio sfitto e delle grandi proprietà immobiliari”. Una volta terminata l’emergenza, invece, viene chiesto uno stop “al libero mercato degli alloggi” con “l’introduzione di un canone equo” e un “incremento dell’edilizia residenziale pubblica”.

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Non solo affitti sul mercato privato. L’Unione inquilini di Roma ha chiesto alla Regione Lazio e all’Ater di differire il pagamento dei canoni delle case popolari non tanto per questioni di reddito quanto per l’impossibilità di uscire di casa. “Sono tantissime le segnalazioni da parte delle persone impossibilitate a garantire il pagamento con bollettino postale e altrettante anziane incapaci di utilizzare i parziali strumenti di ‘home banking’ messi di recente a disposizione”, spiega Fabrizio Ragucci, segretario romano. “Chi non riesce a pagare oggi, deve poterlo fare domani senza more e sanzioni, quando potremo uscire senza esporsi a inutili pericoli”. 

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