Testaccio, il M5s manda in pensione la Città dell’Altra Economia. Il futuro è tutto da scrivere

Presentati i progetti vincitori della “Call for ideas”. Ispireranno il futuro bando di assegnazione dell'ex Mattatoio. Cafarotti (M5s): “Sarà pronto entro gennaio 2020”

Ridisegnare il futuro dell'ex Mattatoio di Testaccio, a partire dalle proposte arrivate dal territorio. La “Call for Ideas” annunciata nel marzo del 2019, è giunta al termine. Ed ha registrato una grande partecipazione. Sono stati 42 infatti i progetti che hanno aderito alle manifestazione d’interesse. Ma l’amministrazione ha deciso di selezionarne quattro. Da loro si partirà per scrivere il futuro bando di assegnazione dell’ex C.A.E.

Addio alla Città dell'Altra Economia

“Oggi possiamo dire che salutiamo la Città dell’Altra Economia perché il suo posto – ha premesso l’assessore capitolino al Commercio Carlo Cafarotti – verrà preso da un centro di gravità in grado di combinare l’abilità artigianale con l’imprenditoria 4.0 e le nuove tecnologie”. Il bando è ancora da definire, ma trarrà ispirazione dai progetti che, nella mattinata del 28 novembre, sono stati presentati in Campidoglio.

Creatività ed esigenze dei cittadini

“Compiamo un passo in avanti importante per la riqualificazione del nostro patrimonio e lo facciamo – ha dichiarato la sindaca – insieme ai cittadini, in un' ottica di condivisione e collaborazione. Il bando – ha sottolineato Virginia Raggi –  sarà espressione della creatività dei partecipanti e delle esigenze di chi vive e lavora in città”.

Il progetto più apprezzato

Per far rinascere i 2355 metri quadrati dell’ex Mattatoio, sono arrivate molte proposte. “MAT Roma arts 6 Tech Roma Lab”, il progetto presentato da Matteo Ventricelli e Marco Morello, due operatori del mercato di Testaccio, è quello che ha ottenuto il punteggio più alto. “Il cibo è il comune denominatore” hanno spiegato i due durante la conferenza stampa. L’idea è quella di puntare sulla filiera corte e su un modello di consumo sostenibile, da realizzare anche grazie ad una sinergia che vede, tra i soggetti coinvolti, slow food e molte realtà del territorio. “Mat” prevede di dedicare spazio a laboratori, all’apicultura, alla didattica. Ma anche di creare la “scuola popolare di cucina di Testaccio” all’interno della quale si realizzi sia la formazione che l’educazione alimentare.

Il Polo delle Arti dell'università diffusa

“Mattatoio Polo delle Arti” è invece il progetto presentato dalla Roma University of Fine Arts (RUFA), l’ “Università diffusa” che nella città conta già sette sedi. L’obiettivo di questo progetto è di usare i quattro padiglioni disponibili per una locazione museale di scultura, pittura, grafica, design, multimedia, cinema e fotografia. In perfetto equilibrio con la vocazione del complesso che, già oggi, ospita la facolta di Architettura e l'Accademia delle Belle Arti.

I progetti ex aequo

"Mattidea", dell’architetto Francesco Belardi e la "Città delle Arti Applicate", di VIVO Design Studio srls, sono i progetti che, a pari merito, hanno raggiunto la terza posizione nella Call of Ideas. Il primo punta sul valorizzare l’ex Città dell’Altra Economia creando un polo d’eccellenza nella moda, nell’arte, nell’architettura, nella comunicaizone e nella cucina. Un obiettivo che va di pari passi con la comunicazione e sull’allestimento suggestivo di una mongolfiera di 15 metri di diametro. Una  "Mattidea" che illuminerebbe il piazzale, da rigenare in chiave green, con colori di volta in volta differenti. L’altro progetto che ha raggiunto il terzo posto, “La Città delle Arti Applicate” punta a creare una factory in grado di ospitare artigiani, designer, maker e start-up. Con un negozio fisico ed una vetrina online per la vendita dei prodotti realizzati.

I tempi del bando e dell'assegnazione

Da questi quattro progetti emergerà  il futuro dell’ormai ex Città dell’Altra Economia. "L’assegnazione avverrà, al netto degli appetiti legali che suscitano queste competizioni, entro i primi sei mesi del 2020 – ha precisato l’assessore Cafarotti – e per rendere sostenibile l’operazione, puntiamo ad un’assegnazione lunga,di durata superiore ai cinque anni, probabilmente di dieci". La rigenerazione urbana non toccherà però il centro sociale Villaggio Globale. Il destino di quello spazio, per ora, non è in discussione.
 

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