Acea, sciopero degli straordinari per l'ex pronto intervento: "Ripristinate l'unità"

Il sindacato Usb: "La nuova organizzazione del lavoro appiattisce le professionalità"

Un mese di blocco degli straordinari per protestare contro la nuova organizzazione del lavoro. Stato di agitazione per circa 70 dipendenti del Pronto intervento elettrico di Areti spa, società di distribuzione di energia elettrica del gruppo Acea. Organizzati dall’Unione sindacale di base, lo sciopero è scattato il 29 agosto scorso e terminerà il prossimo 27 settembre. La protesta ha iniziato a montare all’inizio dell’anno quando i sindacati, Usb compresa, hanno firmato l'accordo che, tra le altre cose, organizza anche il lavoro di questa divisione.

“L’accordo è stato poi rigettato dai lavoratori” spiega a Romatoday Stefano Spelonca, responsabile rsa Usb-Acea. “Così Usb ha raccolto la contrarietà di questi dipendenti e ha avviato con i vertici della società partecipata un confronto in merito”. Ma senza esito, “tanto che dopo il tentativo di conciliazione davanti al Prefetto di Roma, che non ha portato ai risultati sperati, abbiamo proclamato lo stato di agitazione”. 

Tutto, secondo quanto denuncia il sindacato di base, è iniziato nel 2015 quando per l’organizzazione del lavoro è entrato in funzione il progetto Workforce Management, conosciuto come Wfm, un sistema informativo centralizzato per l’assegnazione delle attività dei dipendenti con l’obiettivo di razionalizzare gli interventi sul campo. “Questo sistema” denuncia Spelonca “ha di fatto cancellato l’unità operativa del pronto intervento e portato ad un appiattimento delle professionalità sulla base del principio che tutti possono effettuare gli interventi d’urgenza. Questi interventi, al contrario, richiedono mezzi e conoscenze altamente specializzate. I lavoratori dell'ex pronto intervento chiedono quindi che venga ripristinata l’unità che lavorava a stretto contatto con la sala operativa”. 

"Il Movimento cinque stelle” conclude “prima di andare alla guida della città, aveva promesso a questi lavoratori che sarebbe stata la tecnologia al servizio del lavoratore e non il contrario. Speriamo che la trattativa, dopo la mobilitazione messa in campo, possa quindi riprendere”. 

“Questa situazione” il commento di Fabiola Bravi, sindacalista dell’Usb “ci preoccupa fortemente sia per l’impatto del servizio alla cittadinanza sia per quello che esercitato sulle attività quotidiane di questi lavoratori. Come organizzazione sindacale informeremo anche il Campidoglio. Vogliamo conoscere la posizione in merito del socio di maggioranza della municipalizzata”. 

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