
Foto tratta www.osservatoriocasilino.it
Anche Legambiente Lazio si unisce al fronte che dice no alla
colata di cemento nel comprensorio Casilino, nel VI municipio. Per osteggiare il progetto contenuto in un promemoria a firma degli assessori Corsini e Ghera, l'associazione presieduta da
Lorenzo Parlati, ha organizzato una raccolta firme indirizzata al sindaco per
sventare il rischio della definitiva cementificazione del municipio.
L'area interessata alla cementificazione è di circa 143 metri quadri e coincide con il verde del
Parco Somaini che a tutt'oggi non ha visto ancora la luce definitivamente.
"No al cemento nelle sole aree libere del quartiere Casilino Centocelle, in uno dei Municipi più densamente popolati di Roma", afferma categorico Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. "Nel
piano regolatore il sesto Municipio è già sotto standard per il
verde pubblico ed i servizi locali, visto che
ogni cittadino dispone solo di 3,60 metri quadri di verde e non di 9,60 metri quadri come previsto invece dalla
legge. La gran parte del
Municipio è, inoltre, classificata quale periferia consolidata, dove bisogna fare non nuovi metri ma piuttosto recupero, sostituzione
edilizia,
demolizione e
ricostruzione e non certo
due milioni di metri cubi in più. Non vale nemmeno l'
argomentazione della Giunta secondo la quale l'arrivo della Metro C renderebbe compatibili nuovi
carichi urbanistici. Non è un caso infatti se il PRG vigente prevede intorno alle stazioni solo servizi locali e non nuove case".
La storia di questa cubatura è lunga e complessa. Inserita tra le aree del vetusto
SDO, ma era passata per diverse riduzioni del dimensionamento, con un importante vincolo
archeologico "
Ad Duas Lauros" esteso per circa 120 ettari del Parco Archeologico di Centocelle, ai quali occorre aggiungere
143 ettari del comprensorio Casilino. Sin dal 2003 il
"Consorzio Centro Direzionale Casilino" ha presentato formale opposizione per ristabilire le previsioni edificatorie e nel 2006 il Tar del Lazio ha annullato la parte del vincolo suddetto, riguardante il
Comprensorio Casilino.
Due mesi fa in una memoria alla Giunta Comunale gli Assessori Corsini e Ghera, prendendo passivamente atto del pronunciamento del Tar del Lazio, hanno proposto per il "nuovo" Piano Particolareggiato del Comprensorio un indice edificatorio pari a
1,30 mc/mq: il che, più o meno significa 2.000.000 metri cubi. Il precedente indice era, infatti, pari a
0,50 mc/mq.
"Questo territorio è già saturo di automobili, ma anche dal punto di vista antropico, il quartiere è al limite della vivibilità " ha dichiarato Luciano Ventura, del
Circolo Legambiente Città Futura. "Con la decisione del
Tar, presa in seguito al ricorso presentato, legato a scelte affaristiche, si rischia di fare un vero e proprio scempio. Il parco rappresenta già oggi un luogo importante per gli abitanti ed è anche una risorsa se si vuole dare un ruolo all'agro romano nella
città consolidata".
Nelle scorse settimane era stato il
PD capitolino a mobilitarsi contro le colate di cemento nella zona, facendo seguito alle proteste dei cittadini. Ora il fronte d'opposizione rischia di assumere dimensioni ancora più vaste.