Venti carcasse di auto distrutte, cento pneumatici bruciati ed un magazzino pesantemente danneggiato. E' questo il bilancio del terzo incendio in dieci giorni in un autodemolitore romano. Stavolta ad andarea a fuoco è stata una struttura in via del Forte di Pietralata.
Per domare le fiamme ci sono voluti sei mezzi dei vigili del fuoco che hanno impiegato più di ore di tempo.
Paura tra gli abitanti della zona: l'autodemolitore infatti è vicinissimo alle abitazioni e quindi i cittadini hanno temuto per la loro incolumità. Una paura accresciuta dall'alta e
densa nube di fumo che si è levata nella zona. Per fortuna però non è stata disposta alcuna evacuazione.
Per precauzione era stata
chiusa al traffico un tratto di via Pietralata, tra via Durantini e via Lanciani, e le linee degli autobus momentaneamente deviate.
Si tratta, come detto, del terzo incendio in pochi giorni. Il 12 luglio ad andare in fiamme era stato un'
autodemolitore in via dell'Almone. Martedì invece era toccato ad una struttura di Vermicino. Una situazione che rende ancora più critica l'emergenza e che spinge il sub commissario regionale per gli autodemolitori a dire: "Da sempre affermo che il problema degli autodemolitori prima che ambientale è un problema di sicurezza e di ordine pubblico. Il piano di "delocalizzazione" dei centri di autodemolizione fuori dal Gra elaborato dall'ufficio commissariale nel 2008 oltre che per allinearsi alla normativa europea e per evidenti ragioni di sicurezza, era essenziale anche per consentire maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine".
sdo pietralata lavori fermi in Via Achille Tedeschi
UNIVERSI PARALLELI ED ENCLAVI DELL'INFERNO
Una delle cose che amo di più di Amsterdam è quella splendida anomalia del Begijnhof: cammini lungo Spuistraat, una delle vie più trafficate della città, dove per guadagnare un metro spesso servirebbe uno sfollagente, cammini in mezzo a una babele di turisti, di ristorantini etnici, di gallerie d'arte, di librerie, cammini in mezzo al rumore, alla musica che erompe dai coffee shop, ai didgeridoo soffiati dagli artisti di strada, al jazz improvvisato di minuscole orchestrine e all'improvviso ecco un piccolo portone oltre il quale, come per incanto, i rumori svaniscono, le voci si spengono, un piccolo universo parallelo, ovattato, silenziosissimo. Fuori c'è la folla di Spuistraat con la sua risacca di voci e di suoni, nel cortile del Begijnhof invece distingui a malapena il cinguettio di un uccello. Anche a Roma ci sono universi paralleli così: cortili e piazzette affascinanti come il Begijnhof e altri universi paralleli che di malioso invece non hanno proprio nulla: mefitiche enclavi dell'inferno, avamposti di una miseria e di un degrado haitiano, gli scheletri nell'armadio di troppe giunte - Alemanno, Veltroni, Rutelli. Come via Achille Tedeschi, nel quartiere di Pietralata. Se un giorno si scrivesse una storia del degrado di Roma, non basterebbe un capitolo per liquidare la vergogna di Pietralata. Dagli anni cinquanta agli anni settanta il quartiere è sempre stato in balìa dei capricci del fiume Aniene. Fino agli anni sessanta i centri di aggregazione del quartiere si riducevano a un cinema (l'unico aperto a Pietralata), un mercato, una piazza e la Casa del Popolo. Negli anni settanta il quartiere vantava un tasso di analfabetismo da altopiano etiopico: c'era soltanto una scuola elementare, non esisteva una scuola media né tanto meno una scuola superiore, i maestri erano costretti ai doppi turni e i ragazzi abbandonavano gli studi prima del tempo. Tutto questo Albino Bernardini lo documentò in un libro - 'Un anno a Pietralata' - che ispirò a Vittorio De Seta 'Diario di un maestro', uno dei film più coraggiosi prodotti dalla Rai. Le cose migliorarono alla fine degli anni settanta con la giunta Petroselli, poi negli anni novanta arrivò la linea B della metropolitana con la fermata Quintiliani.
VIA ACHILLE TEDESCHI FAREBBE ARROSSIRE ANCHE IL SINDACO DI CALCUTTA
A pochi minuti da Quintiliani, c'è proprio via Achille Tedeschi. Giri l'angolo e sei a via Eugenio Torelli Viollier, a Largo Paolo Mattei Gentili con le sue case, i suoi condomini, i suoi negozi: la frutteria, il bar gelateria, il call center, il panificio, il centro fitness, le boutiques. A via Achille Tedeschi invece c'è una scuola che farebbe arrossire persino il sindaco di Calcutta - bambini che giocano a moscacieca in mezzo a siringhe e preservativi usati -