Tra sfratti, chiusure e casse a secco, finalmente una lieta notizia per il commercio e i cittadini del quartiere. Il Municipio XVII ha infatti vinto un
bando di 250 mila euro della Regione Lazio per il
potenziamento e la valorizzazione dei cosiddetti "centri commerciali naturali", quelle aree con un
bacino commerciale radicato nel territorio.
La zona prescelta dall'amministrazione municipale è
via Ottaviano, la strada dell'abbigliamento che collega piazza Risorgimento con viale Giulio Cesare, un pezzo di storia della città, con oltre
70 negozi, alcuni dei quali si tramandano da ormai quattro
generazioni. I fondi in arrivo serviranno a riqualificare l'intera l'area, una moneta sonante per far ripartire l'economia di una via, che negli ultimi anni ha avuto qualche battuta di arresto.
"Sono una boccata d'ossigeno per una strada che da tempo intendevamo riqualificare", dichiara
Mauro Caliste, assessore municipale al commercio. "La nostra volontà è anche quella di realizzare opere non solo a favore dei commercianti, ma anche a servizio dei cittadini, come attività socio culturali e informative".
Nel progetto sono previsti infatti interventi legati al decoro urbano:
nuove panchine, posacenere, fioriere, lampade in ferro battuto e un sistema innovativo di pulizia delle strade. Prevista anche l'installazione di colonnine informative con display che informeranno i cittadini sulle iniziative del Municipio.
Insomma, quella del futuro sarà una
via Ottaviano 2.0. Con tanto di brochure, affissioni, attività socio-culturali, anche con un logo appositamente creato. L'obiettivo è creare
un vero e proprio brand e richiamare quei flussi turistici che si sono persi con la crisi. O se non sono persi, hanno cambiato pelle: "In quest'ultimo anno abbiamo avuto un cambiamento della tipologia dei turisti: quelli che entrano nei negozi oggi acquistano meno e sono meno ricchi rispetto a quelli di un tempo", sottolinea
Giannetta Dell'Ariccia, presidente dell'associazione dei commercianti di via Ottaviano. I negozianti plaudono allora l'iniziativa che ha il merito di realizzare qualcosa di "concretamente tangibile per il decoro della città, oltre che per l'arredo della strada".
Condizione necessaria, però, è una gestione condivisa dei fondi. Questi infatti sono stati affidati ad un consorzio a tre teste, formato dallo stesso Municipio, dalla Confcommercio e dall'associazione dei commercianti. E i cui
frutti si vedranno tra qualche mese.
Articolo tratto da
Che spreco
Ci sono già tanti centri commerciali in giro per la città, non mi meraviglio se la gente non compra più nelle vie storiche. Ma anzichè installare colonnine, panchine e posacenere, perchè non asfaltano, cambiano i lampioni e i cestini e basta? Gli altri soldi potrebbero essere destinati a strade ridotte peggio di via Ottaviano, per esempio alla periferia.
Ennesima inutilità, tutta apparenza e niente sostanza.
R: Che spreco
quoto... semplicemente.