Da Talenti al Parco delle Sabine, il Viadotto dei Presidenti diventa 'High Line'

Il progetto si chiama 'Greenapsi' ed è nato da una tesi di laurea che ha attirato l'attenzione delle istituzioni e della politica locale. Nella striscia di città abbandonata arriverà un percorso ciclopedonale

Una striscia verde con tanto di pista ciclabile che attraversa il terzo municipio, dai quartieri di Bufalotta passando per Vigne Nuove e Porte di Roma, unendo il parco Talenti a quello delle Sabine. Dopo la rigenerazione della Tangenziale Est anche questa parte di Roma potrebbe avere la sua High Line come New York: il Viadotto dei Presidenti. Il progetto è nato da una tesi di laurea intitolata 'Il riciclo dei vuoti urbani come strategia per la città' elaborata da due studenti di architettura, Massimiliano Foffo e Alessandro Lungo, “che sono nati e cresciuti in questa parte di città”racconta Foffo. L'idea ha ottenuto diversi riconoscimenti istituzionali e ha attirato l'attenzione della politica locale. “Prima che diventasse presidente municipale ci contattò anche Paolo Marchionne” spiega.

“Da lì ne è nato un percorso che ci ha portato all'elaborazione di uno studio di fattibilità in collaborazione con l'Agenzia per la mobilità romana, l'assessorato alla Trasformazione Urbana capitolino e il municipio”. Così è stata istituita un'associazione, la Greenapsi, nata dalla fusione delle parole 'verde' e sinapsi che indica appunto uno spazio di collegamento tra neuroni proprio come il progetto vuole essere uno spazio di collegamento 'green' tra due parti di città. “L'associazione, poi, è entrata in interconnessione con i tanti comitati locali”.  

IL VIADOTTO DEI PRESIDENTI - Tutto nasce dall'idea di riutilizzare uno spazio che per molto tempo è rimasto completamente inutilizzato. Il Viadotto dei Presidenti infatti, costruito negli anni '90, “nasce con la 'cura del ferro' come il ramo di un asse che avrebbe dovuto collegare l'intera parte Nord della città da Saxa Rubra alla parte su fino alla Laurentina” si legge nella spiegazione del progetto. “Ma dal momento della sua costruzione lo spazio destinato alla ferrovia è stato trascurato e lasciato in abbandono. Gli accessi sono rimasti incompiuti e le strutture già realizzate sono state degradate e utilizzate impropriamente”. Specifica Foffo: “Nonostante nel Prg permanga la possibilità di realizzare questo tratto di tram la città attorno è ormai cambiata radicalmente e la possibilità che questo venga costruito è ormai sfumata”. I cittadini però possono riportarla in vita. Anzi. “Con la realizzazione della pista ciclabile è possibile collegarsi ad altri tracciati ciclopedonali fin sulla Nomentana”.

STAZIONE SERPENTARA - Il progetto ha attirato anche il senatore e architetto Renzo Piano e potrebbe avere una sua prima sperimentazione già dai prossimi mesi. “Il terzo municipio ha aderito al progetto europeo Tutur che si occupa di incentivare l'utilizzo temporaneo degli spazi abbandonati” continua Foffo. “Noi vorremmo 'riabilitare' la stazione Serpentara, costruita e mai utilizzata, oggi in completo stato di abbandono”. Obiettivo: “Farne una ciclofficina e una 'casa' per i tanti comitati e associazioni dei quartieri limitrofi”.

DA IPOTESI A REALTA' – Come riportato sul sito dell'associazione, nello studio di fattibilità sono già state individuate le tre fasi di realizzazione del progetto: “La prima è la riattivazione immediata del viadotto recuperando la struttura esistente e i suoi accessi tramite la collaborazione con i cittadini e le associazioni e il loro coinvolgimento in tali attività; la seconda riguarda la realizzazione del percorso ciclopedonale”. Infine la valutazione di “un sistema di mobilità leggera ecologica people mover che entrerà in relazione con i futuri progetti della metro B1 previsto 2020”.

L'IDEA – Riutilizzare un vuoto urbano creando un collegamento 'verde' tra quartieri, tra i più 'cementificati' della capitale ma anche un'interconnessione 'sociale' e 'culturali' che metta al centro delle decisioni e delle scelte i cittadini. Si legge sul sito: “Questo vuoto urbano lasciato tra auto sfreccianti e natura incolta, dall'atmosfera sospesa e incompiuta, deve essere recuperato dai cittadini e per i cittadini, creando uno spazio pubblico lineare che come una linea verde leghi le diverse aree urbane e lo spazio verde tutto insieme”.

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Commenti (2)

  • Come abitante del quartiere da oltre cinquant’anni, posso solo dire “era ora”. Il mio commento è senza dubbio favorevole alla realizzazione del progetto Greenapsi. E’ da tempo che speravano in un’ idea innovativa e finalmente è arrivata, grazie alla vivacità intellettiva dei due giovani architetti che conoscono veramente la realtà del quartiere, perchè ci sono nati e ci vivono. Per noi significa davvero molto avere finalmente l’opportunità di vivere gli spazi urbani recuperati dal degrado. ed essere fieri di dove abitiamo, senza doverci vergognare di vivere in periferia. grazie a greenapsi. grazie architetti.

  • Bravi! Complimenti! Spero che si arrivi presto a vedere la realizzazione di questo progetto.

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