Tenuta Castel di Guido, i lupi romani sono diventati ibridi. Chiesta la sterilizzazione

I cuccioli nati dalla lupa Aurelia e da Nerone sono ibridi. LIPU "Vanno sterilizzati per riparare ad un danno che da grave può diventare irreparabile nei prossimi anni"

I cuccioli ibridi con anomalo mantello nero. Dalla pagina facebook dell'Oasi LIPU Castel di Guido

La terza cucciolata partorita da Aurelia, la lupa della Tenuta di Castel di Guido, è numerosa. Il branco ora è composto da dieci membri. Oltre alla femmina alfa, si è unito un giovane esemplare di circa un anno. Ma soprattutto, nell'Oasi naturalistica compresa tra Roma e Fiumicino, ci sono Nerone ed i suoi sette figli. Tutti ibridi.

Gli ibridi nella Riserva

"Sono decisamente poco incoraggianti le novità emerse nel corso dell’ultimo anno di studio della presenza del lupo nelle aree naturali della Riserva del Litorale Romano" avvertono i volontari della LIPU Oasi di Castel di Guido. Le videotrappole hanno infatti dato corpo ai timori dell'associazione animalista.

L'avvertimento ignorato

A maggio i volontari della Tenuta avevano segnalato a mezzo stampa la presenza di un esemplare con il mantello scuro nel ruolo di riproduttore. Il test sul Dna dell'animale, ribattezzato Nerone, aveva dimostrato essere un ibrido tra lupo e cane. Un problema per la preservazione della specie, tornata dopo una lunga assenza, a popolare il territorio del comune di Roma.

La possibile contaminazione della specie

"La nascita di giovani lupi ibridi rappresenta un grave problema di conservazione per la specie selvatica – ha spiegato la LIPU – infatti, i nuovi nati, una volta cresciuti, potranno in futuro disperdersi e ricolonizzare nuove aree, dove potenzialmente si riprodurranno, trasmettendo geni canini nelle generazioni successive". 

La burocrazia che minaccia i lupi

Il rischio è che la situazione possa degenerare e proprio per questo la LIPU, una volta individuata la presenza di Nerone, aveva chiesto le necessarie autorizzazioni per sterilizzarlo."Alla prontezza di risposta del parere positivo" da parte di ISPRA e del Ministero dell'Ambiente "non è corrisposto analogo atteggiamento da parte della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, Comune di Roma, il cui incomprensibile ed ingiustificato immobilismo perdura a tutt'oggi" ha spiegato la LIPU che auspica una rapida inversione di tendenza. Bisogna infatti intervenire, sterilizzando i nuovi nati, prima che un problema considerato "grave" possa trasformarsi in un danno "irrecuperabile".

L'ibridazione causata dall'uomo

Il ritorno dei lupi nella Capitale continua ad essere minacciato dalla riduzione dell'habitat e dalla diffusione di cani randagi che, insieme, determinano la cosiddetta ibridazione antropogenica. Si tartta, come ha spiegato il professor Luigi Boitani a Romatoday, di un fenomeno complesso da affrontare sia per l'assenza di una normativa specifica, sia per l'immobilismo di alcune istituzioni. Ma tutti, dal noto naturalista alla LIPU concordano su un fatto. "L’ibridazione - hanno ribadito i volontari dell'associazione ambientalista che opera nell'Oasi di Castel di Guido - è un problema solamente per la conservazione del lupo, e non per l’incolumità delle persone né per le predazioni sul bestiame domestico.

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