Riserva Naturale Statale del Litorale Romano: dopo 20 anni approvato il Piano di Gestione

Il nuovo strumento, frutto d'un processo partecipativo, definisce meglio le competenze degli enti che gestiscono la Riserva i cui confini si sviluppano tra Roma e Fiumicino

La Riserva Naturale Statale del Litorale Romano è stata istituita nel 1996. Nella sua enorme superficie, doppia rispetto al parco del Circeo, sono presenti boschi sempreverdi, tratti di campagna romana, zone umide, foci fluviali, dune e aree d’interesse archeologico, come il sito di Ostia Antica. 

La semplificazione delle competenze

Nei suoi 15900 ettari sopravvive quindi un ricchissimo mosaico scampato all’urbanizzazione di Roma e Fiumicino, i due comuni che ospitano la Riserva. Un patrimonio immenso che, finalmente, può disporre d’un Piano di gestione. Con il nuovo strumento, gli enti che la gestiscono e le realtà associative che vi operano, avranno a disposizione un quadro più esaustivo delle reciproche competenze. Un risultato tutt’altro che scontato.

Una cogestione complicata

Il fatto che la Riserva sia gestita da due diversi comuni, in passato, ha creato qualche difficoltà. Nel corso del 2019, ad esempio, non ha permesso d’ ottenere in tempo utile l’autorizzazione a sterilizzare un lupo ibrido. Era stato avvistato e segnalato dai volontari dell’Oasi LIPU di Castel di Guido ed era stato chiesto un intervento di cattura, vasectomia e rilascio dell’esemplare. L’operazione però non è mai andata in porto perchè il Comune di Roma, cogestore della Riserva, non ha concesso il via libera. E nel rimpallo di competenze a Castel di Guido si è formato un branco di ibridi

Il commissariamento

Con l’approvazione del Piano di gestione, episodi come quello appena descritto, non dovrebbero più verificarsi. Il Piano infatti è stato predisposto da Vito Consoli, il dirigente del Dipartimento Ambiente regionale che, dal 2013, l’ente governato da Zingaretti ha nominato “Commissario ad acta”. Un ruolo, quest’ultimo, che è stato creato proprio per garantire il necessario coordinamento tra i comuni di Roma e Fiumicino. 

Il risultato raggiunto

Grazie ad un processo partecipato che ha previsto incontri con associazioni impegnate nella tutela archeologica ed ambientale dell’area, ma anche con allevatori, agricoltori ed imprese legate al turismo balneare ed alberghiero, il commissario regionale è riuscito a predisporre, e poi a far approvare, il Piano di gestione ed il Regolamento della Riserva. Un risultato che il presidente Nicola  Zingaretti ha battezzato come “un successo” anche perché   “il lavoro svolto potrà costituire una 'buona pratica' anche per la pianificazione delle aree naturali protette regionali, che stiamo portando avanti in questi anni con rinnovato impulso”.

Chi ne beneficia

Intanto ne beneficeranno le tante tessere che impreziosiscono il mosaico della Riserva Naturale dove, ha ricordato il governatore del Lazio “natura, archeologia, cultura, storia, tradizioni agricole, tecnologia, innovazione, economie locali si fondono insieme per dare corpo ad un territorio complesso e unico”. Da oggi, la gestione quasi sedicimila ettari di boschi, dune, campagne e siti archeologici, è diventata un più semplice.

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