Nidi di rondine, arriva l’ordinanza del Campidoglio: vanno sempre tutelati

La presenza di rondini, rondoni e balestrucci va preservata. Il Comune indica quali sono i comportamenti da tenere per salvaguardarli, partendo dalla tutela dei loro nidi

Nido di rondine. Foto Pixabay

Da alcune settimane le rondini hanno ripreso a volteggiare nel cielo della Capitale. Trascorsi i mesi più freddi nei paesi del centro Africa, sono tornati a prendere possesso dei nidi che avevano lasciato su balconi, terrazzi e garage. Un comportamento comune anche a specie affini come balestrucci e rondoni.

Perchè preservare i nidi

Il ritorno delle rondini in città, convenzionalmente associato all’avvio della bella stagione, è condizionato anche dalla presenza dei vecchi nidi. Si tratta infatti di specie che tendono ad utilizzare, per diversi anni di seguito, gli spazi che avevano destinato alla propria cova. Ma ricostruirli ex novo, dopo le fatiche del lungo viaggio, potrebbe comportare la dispersione delle ultime, preziose energie. Con effetti intuibili. Per questo, la salvaguardia della specie, non può prescindere dalla tutela dei loro nidi di cui, i primi arrivi, avevano preso possesso già durante la prima fase dell'emergenza Coronavirus.

L'ordinanza della Sindaca

Per incoraggiare i romani ad una serena convivenza con rondini, balestrucci e specie affini, il 22 maggio ha firmato un’apposita ordinanza. Nel documento sono prescritti tutti i comportamenti che i cittadini devono mettere in campo per favorire la salvaguardia di questi uccelli. Ad esempio è fatto obbligo di utilizzare, sotto i cornicioni e per una fascia di almeno 50 centimetri, un intonaco rugoso. Facilita la costruzione dei nidi. Inoltre cornicioni e sottotetti devono mantenere, per lo stesso motivo, un angolo di 90 gradi.

Autorizzazioni da chiedere

Alle indicazioni della Sindaca sono ammesse delle deroghe in caso di realizzazione d' interventi edilizi, ma solo dopo aver ottenuto un'apposita autorizzazione dal Dipartimento Tutela Ambientale. E' inoltre possibile chiedere di rimuovere i nidi quando, una loro massiccia presenza nei garage, nei magazzini ed in generale nei locali chiusi, può determinare una condizione di pericolo per la sicurezza di chi li frequenta. In questo caso occorre ottenere una certificazione dalla Asl che va poi allegata alla richiesta di autorizzazione da inoltrare sempre al Dipartimento Tutela Ambientale.

Specie da proteggere

La salvaguardia di rondini, balestrucci, rondoni, nasce dall’esigenza di proteggere delle specie la cui presenza è considerata minacciata a livello continentale: sono infatti uccelli che, secondo i dati del progetto MITO2000 Monitoraggio ornitologico italiano, sono “in via di rarefazione”. C’è poi anche un’altra ragione per cui, la protezione di queste specie, va incoraggiata.

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Alleati naturali contro le zanzare

Rondini, rondoni e balestrucci sono insettivori e contribuiscono a ridurre il numero di zanzare, moscerini e mosche, “come evidenziano diversi studi scientifici che riportano una quantità fino a circa 6mila insetti catturati al giorno per coppia nella stagione riproduttiva, per complessivi 150mila insetti catturati – si legge nell’ordinanza – al termine di ogni covata”. Pertanto, la mancata distruzione dei loro nidi, consente all’uomo di avere a portata di mano, e spesso sul balcone di casa, dei potenti alleati naturali contro fastidiose ed in taluni casi pericolosi insetti. Un presidio sanitario da non sottovalutare.
 

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