Via del Mandrione, addio alla "scorciatoia": si punta a vietare il transito ai non residenti

Il Municipio VII e l'Agenzia della mobilità stanno studiando il modo per vietare il passaggio di auto su via del Mandrione. Pierfranceschi: "Vogliamo ridurre il traffico per favorire i mezzi pubblici"

Niente auto che non siano dei residenti. Dopo aver vietato il transito agli scooter, via del Mandrione si appresta a vivere un’altra novità. Questa volta, decisa non per questioni legate alle condizioni del manto stradale. Ma per una precisa scelta politica dell’amministrazione cittadina. Una  policy su cui il Municipio VII dovrà presto formalizzare la propria posizione.

ADDIO SCORCIATOIA - “L’idea è di eliminare il traffico di attraversamento di via del Mandrione, attualmente utilizzata come una bretella per quanti, trovando traffico sulla Tuscolana, cercano una scorciatoia. Ma così facendo, il quartiere si riempie di auto che non sono di chi ci vive e ci lavora. L’idea quindi è quella di riportare tutto quel traffico ‘esterno’ sulla Tuscolana, restituendo via del Mandrione ai residenti – spiega Marco Pierfranceschi, assessore alla mobilità del Municipio VII – ho già incontrato i tecnici di Roma Servizi per la Mobilità, che sta sviluppando il progetto. Alla fine ci proporranno più opzioni e la Giunta municipale sceglierà quella che predilige. Poi si partirà con un periodo di sperimentazione, per verificare come funziona questa nuova viabilità”.

VITA DURA PER GLI AUTOMOBILISTI - Non è l’unica grande novità che riguarderà la mobilità del quadrante, Interessata anche dal progetto per realizzare una bike line sulla Tuscolana. Cosa che però, di fatto, restringerà la carreggiata della consolare. Le auto abituate a transitarla,  dovranno così fronteggiare sia le modifiche introdotte dalla bike lane che quelle causate del divieto di transito sulla “scorciatoia” di via del Mandrione. “Eliminare le automobili da una strada, anche se appare paradossale, non comporta necessariamente un aumento del traffico veicolare sulle altre. Le esperienze internazionali  - asserisce Pierfranceschi - dimostrano che quando il traffico diventa insostenibile, i veicoli diminuiscono. La società si adatta. I cittadini che realizzano di trascorrere troppe ore a bordo di un’auto, o in sella ad una moto, cercano e trovano altre soluzioni per spostarsi”.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO  - “La direzione in cui vogliamo andare è ridurre il traffico di auto private in favore del mezzo pubblico, ma non per una questione ideologica –spiega l’Assessore alla mobilità Marco Pierfranceschi -  bensì per pura e semplice economia di spazio urbano, che è disponibile in quantità finita. Le automobili occupano spazio pubblico sia in movimento che da ferme, mentre bus, tram e taxi, oltre a richiederne molto meno, non hanno necessità di spazi per la sosta. Recuperare spazi al momento saturi comporterà, in prospettiva una velocizzazione degli spostamenti ed una drastica riduzione del rischio di ingorghi”. 
 

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