Roma, "il giardino d'Europa" è senza alberi: la riforestazione grillina resta un miraggio

Contestate potature e perizie sugli alberi

Per trasformare Roma nel giardino d'Europa ci vorranno degli anni. L'ambizioso obiettivo cullato dall'amministrazione Cinque Stelle, si sta schiantando contro una realtà che muove in tutt'altra direzione. Le forestazioni annunciate, si riducono spesso alla messa a dimora di esili fuscelli la cui trasformazione in alberi è affidata al destino. Di contro si contano centinaia di abbattimenti.  Si tratta di "alberi che essendo malati o arrivati a fine ciclo, diventano pericolosi", viene ribadito come un mantra. Sono così tagliati per questioni di "sicurezza" e spesso tra le proteste di associazioni, comitati, singoli cittadini.

Le accuse del Partito Democratico

Nel gioco delle parti, l'opposizione democratica punta l'indice contro lo "spettacolo desolante" che si offre agli occhi dei romani. Valeria Baglio ed Erica Battaglia (PD) citano i pini abbattuti in via Appia Nuova, le 48 robinie tagliate a San Paolo e le 60 acacie di Villaggio Breda. "Demolizioni massicce che, secondo quanto dichiarato dall'Amministrazione comunale, dovrebbero essere presto sostituite con nuove piantumazioni, di cui ovviamente non si vede traccia e non si ha notizia – dichiarano le due democratiche – Preoccupa, anzi, in questo senso il recente il blocco da parte di Anac del nuovo bando sulle potature per un importo pari a 5 milioni di euro". Ma non c'è solo il problema del bando nè tantomeno quello delle piantumazioni pressocchè inesistenti. 

Le perizie sugli alberi

Il 27 marzo l'assessora all'ambiente Pinuccia Montanari ha provato a rassicurare i residenti del VII Municipio sul taglio dei pini eseguiti in via Appia Nuova. Nella sede dell'Ente di prossimità, Montanari si è confrontata con i presenti sulle iniziative prese per mantenere il patrimonio arboreo della Capitale. Non sono mancate le critiche. "Abbiamo fatto notare all'assessora che le perizie sugli alberi non dovrebbero essere eseguite solo 'a vista' ma anche con delle strumentazioni – spiega Guglielmo Calcerano, portavoce romano dei Verdi – inoltre queste perizie dovrebbero essere commissionate dal Comune e non dalle ditte che hanno vinto il bando di Marino sul monitoraggio degli alberi". La sottolineatura è importante.

Il ruolo del pubblico

"I privati – incalza Calcerano – giocoforza hanno interesse a realizzare gli interventi che costano meno ed evitano grane successive per incidenti e ulteriore manutenzione". Detto in altre parole, così facendo, si rischia di tagliare più del dovuto. "Dopo decenni di incuria del verde delle nostre strade è giusto rimuovere e sostituire le piante malate, anche a tutela dell'incolumità dei passanti, ma questa decisione spetta alla pubblica amministrazione, che deve riappropriarsi della proprie funzioni" osserva il portavoce dei Verdi. Ai cittadini, alle associazioni ed alla società civile deve poi essere garantito il diritto di accedere alle informazioni.

La necessaria trasparenza

"L'Assessora – annota Calcerano – si è impegnata a concludere quanto prima l'iter di approvazione del Regolamento del Verde, e a recepire la nostra proposta di pubblicare le perizie agronomiche sugli alberi da abbattere su un apposita sezione del sito del Comune almeno 10 giorni prima di accendere le motoseghe" . Farlo, significa garantire la dovuta trasperenza su un tema che sta a cuore a tutti. Ed in assenza della quale, restano le perplessità sul cammino intrapreso per trasformare Roma nel giardino d'Europa.

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