Troppi scarichi illegali sul litorale. Ecco quali sono le spiagge più inquinate

Legambiente ha monitorato 10 zone costiere nella provincia di Roma. Scacchi: "Le analisi microbiologiche mostrano porzioni di litorale a rischio a causa di fogne non depurate che arrivano al mare"

La salute del litorale non migliora. Le aree che erano inquinate, lo sono rimaste. E la causa, in gran parte dei casi, è dovuta alla presenza di fogne non depurate. Scaricano in mare ed a rimetterci sono importanti località marittime del Lazio e della provincia di Roma.

Legambiente, con la storica campagna Goletta Verde, ha messo a nudo le condizioni in cui versano 24 aree.  Dieci di queste si trovano nella provincia della Capitale e sette si sono dimostrate essere particolarmente inquinate. I risultati dell'analisi di Goletta Verde, condutta nel periodo che va dal 23 al 26 luglio sono state presentate durante una conferenza stampa.

Le zone monitorate nella Capitale

Nella provincia di Roma sono stati dieci i punti campionati, di cui sette “fortemente inquinati”: a Marina di Cerveteri, al Fosso Zambra; a Fregene, in località lungomare di Ponente, alla foce del Fiume Arrone; a Pomezia, in località Torvaianica, nel mare di fronte alla foce del canale, all’altezza Via Filadelfia (canale Crocetta); a Marina di Ardea, sia alla foce del Rio torto sia alla foce del Fosso Grande; ad Anzio, in località Lido dei Gigli, alla foce del fosso Cavallo Morto - lungomare delle Sterlizie; e a Nettuno, al canale Loricina presso via Matteotti. “Entro i limiti” il giudizio emerso dai campionamenti effettuati a Santa Marinella, in località Santa Severa, sulla spiaggia presso il lungomare Pyrgi, angolo Via Olimpo; a Ladispoli, alla foce Rio Vaccina; a Fiumicino, al canale che delimita a Nord Isola Sacra (Villaggio dei Pescatori); e a Ostia, al canale dei pescatori. 

La mancata depurazione: un problema cronico

“La fotografia che ogni anno Goletta Verde scatta in ciascuna regione ha l’obiettivo di restituire un’istantanea utile a evidenziare la presenza di casi cronici nei confronti dei quali evidentemente nulla viene fatto - ha dichiarato Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde – Il nostro monitoraggio non ha la pretesa di sostituirsi ai controlli ufficiali ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali, il più delle volte responsabili delle procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. Quella della scarsa o assente depurazione è diventata ormai un’emergenza che qualche mese fa è costata all’Italia un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia. Senza contare che con i soldi impiegati per pagare le multe comminate dalla UE nei confronti del nostro Paese potremmo fare investimenti per potenziare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.

Le criticità riscontrate

“Chiediamo ai comuni, soprattutto a quelli dove da decenni i risultati sono sempre pessimi - ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio  - di fare azioni concrete per riqualificare il proprio mare, senza prendere questi dati come un voto al proprio litorale, tantomeno alla propria amministrazione. Emergono chiaramente una serie di situazioni diverse: reflui abusivi, depuratori non funzionanti, insufficienti o sotto sequestro, scarichi fognari delle città interne che arrivano a mare e che vanno monitorate. Gli enti locali devono mettere in campo azioni semplici o complicate ma risolute e decise: bisogna risalire i fossi in cerca di abusivismo fognario, bisogna costruire rapporti e intese con i comuni dell’entroterra, si devono analizzare i parametri e le cause scatenanti dell’inquinamento. Troppo poco è stato fatto, soprattutto là dove continuano a esserci microrganismi di origine fecale che arrivano in mare. La costruzione di contratti di Fiume può essere molto importante e risolutiva per tanti di questi luoghi perché aggrega comuni, associazioni, enti parco, privati e aziende con l’obiettivo di riqualificare l’ambiente fluviale tutelando la biodiversità. Noi siamo a disposizione di tutti per generare questi processi, con l’obiettivo unico di migliorare l’ambiente e il mare del Lazio”.

I casi peggiori, nel Lazio, sono stati riscontrati ad Ardea, Nettuno, Tarquinia, Cerveteri e Pomezia. In questi comuni, ha spiegato Goletta Verde, da troppi anni consecutivamente si verificano le condizioni peggiori.

Le aree più inquinate goletta verde-2

Mancano i cartelloni sulla qualità delle acque

Permangono, poi, le criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria per ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. Su ventiquattro punti monitorati, i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello soltanto in un punto, a Sperlonga, sulla spiaggia di Via Cristoforo Colombo, incrocio via Andrea Doria. Mentre in tre casi non campionati dalle Autorità competenti, era presente il cartello di divieto di balneazione come previsto dalla legge.

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