Il giallo dei dischetti sul litorale del Lazio: spiagge invase da migliaia di filtri di plastica

Sul fenomeno stanno indagando Arpa, Capitaneria di Porto, Carabinieri e i volontari dell'organizzazione Clean Sea Life

Dischetti sulla spiaggia di Anzio

Sembrano cialde del caffè ma quasi sicuramente, dicono gli esperti, non lo sono. E' invece più  probabile che le centinaia di dischetti di plastica spiaggiati sul litorale laziale appartengano a sistemi di trattamento biologico delle acque. Sono comparsi in queste ore e il fenomeno, che ha raggiunto anche la costa toscana e quella campana, è sotto lo stretto controllo di Clean Sea Life, l’organizzazione per la tutela dell’ambiente che ha allertato Regione Lazio, Capitaneria di Porto, Arpa e Carabinieri. 

"Sono tantissime le segnalazioni che giungono un po’ da tutte le coste del Lazio. Dal comune di Fiumicino fino al confine con la Toscana sono apparsi misteriosi dischetti di plastica forati, di colore bianco, trovati anche sulle spiagge di Montalto e Tarquinia" scrivono i volontari sul loro sito internet. Nel Lazio i dischetti misteriosi sono stati stati ritrovati ad Anzio, dove sono arrivate tantissime segnalazioni alla Capitaneria di Porto che a sua volta sta lavorando insieme all'Arpa regionale, Fregene, e ancora Ostia. Di cosa si tratta? 

Anzio1-5

"Stiamo lavorando con gli oceanografi per cercare di risalire al punto di origine dello sversamento - scrive l’organizzazione sulla propria pagina facebook - ancora non sappiamo cosa possa essere, a prima vista sembrerebbero la parte superiore delle cialde da caffè". E invece "la cosa più probabile è che siano dischetti impiegati nei sistemi di trattamento biologico delle acque (come i sistemi MBBR Moving Bed Biofilm Reactor o reattore a biomassa adesa a letto mobile): sono i supporti dove crescono i batteri che depurano l’acqua, assimilandone i nutrienti". 

Dischetti simili infatti sono stati trovati a migliaia 7 anni fa in America: provenivano dall’impianto di trattamento della cittadina di Hookset che, a causa di forti piogge, il 6 marzo del 2011 andò in tilt scaricando dai 4 a 8 milioni di dischetti. 

A lanciare l'allarme anche il comitato Uniti per l'Ambiente: "Abbiamo contattato la comandante della Capitaneria di Porto di Anzio per notificarle la segnalazione di rischio di inquinamento a causa di migliaia di piccoli filtri di plastica che sono arrivati sulla spiaggia di Lavinio. Dopo il contatto verbale è seguita la segnalazione formale via PEC sia alla CP sia al Sindaco di Anzio. Considerando la natura dei piccoli oggetti c'è rischio che essi possano frantumarsi ed inquinare seriamente l'arenile".

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