L'agricoltura riparte dai giovani? E' una questione di "Coraggio"

Dalla cooperativa di giovani romani Co.r.ag.gio. prende le mosse una nuova visione dell'agricoltura che coniuga l'occupazione ed i servizi al territorio. E dal progetto "Coltiva il tuo futuro" prendono corpo tante opportunità

Produzione agricola  e servizi per il territorio. Il binomio attraverso il quale s'intende puntare è piuttosto chiaro. Ed è stato esplicitato tanto nel corso della conferenza stampa mattutina, presso L'Istituto Nazionale di Economia Agraria. Quanto dai progetti che hanno vinto il bando per le terre ai giovani.

IL PERCORSO - Dietro, a tenere insieme un filo rosso frutto di buone pratiche e legittime aspettative, c'è una cooperativa agricola, fondata da alcuni giovani della Capitale pochi anni addietro. “Siamo nati come società agricola nel 2011 – ci spiega Giacomo Lepri, Presidente della Coraggio -  e poi ci siamo costituiti due anni più tardi in cooperativa. Il nostro obiettivo era di creare una buona occupazione ed allo stesso tempo di fornire un servizio al territorio”. L'idea  di base, era quella di  “puntare su un'agricoltura multifunzionale in grado di presentare un'offerta ludico formativa alla cittadinanza”.

DA SOGNO A REALTA' - In sostanza la Cooperativa Co.r.ag.gio. si presupponeva di realizzare “una produzione ortofrutticola, ed allo stesso tempo un'attività di ristorazione, un parco avventura ed un percorso ciclopedonale nel verde. Ed ancora ippoterapia e corsi di formazione” Tutto questo è poi diventato un progetto, vincitore di un bando pubblico che ha consentito alla cooperativa di ottenere i 22 ettari di Borgo San Carlo. Il sogno ha cominciato a  trasformarsi in realtà, per questi 15 giovani.

GLI STAGE - La buona notizia è che le porte dell'agricoltura hanno cominciato ad aprirsi anche per tanti altri cittadini. Grazie alle precedenti due edizioni di “Coltiva il tuo futuro” tantissime persone hanno potuto varcare quella soglia. “Ai seminari si sono iscritti cuochi, architetti, grafici pubblicitari”ha ricordato in conferenza stampa Giacomo Lepri. Alcuni, in cerca di una nuova occupazione, sono riusciti a trasformarlo in un lavoro, grazie al percorso di stage. “In base ad alcune caratteristiche, tra quali l'età, il genere e lo stato di disoccupazione, alcuni degli iscritti ai seminari vengono selezionati per fare degli stage retribuiti di 5 o 10 giorni – ci ha spiega il presidente della cooperativa Coraggio – ed alcuni hanno proseguito la loro esperienza. Addirittura si è costituito un gruppo che ha poi partecipato ad un bando dell'ARSIAL per l'assegnazione delle terre, vincendolo. Adesso anche loro ne hanno una. Si trova a Tarquinia”.

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Commenti (3)

  • Buonasera Giovanna, sul problema della speculazione edilizia che incombe praticamente su tutta Italia non posso darle torto. In questo caso volevo solo precisare che stiamo parlando di progetti esclusivamente agricoli su terreni agricoli, niente edilizia. L'Ente Maremma, la Banca dell'Etruria non c'entrano niente con i bandi Arsial.

    • Purtroppo c'entrano e come, la questione agricoltura - se vuole possiamo andare insieme dagli agricoltori di tutta quella parte della Regione per sentire dalla loro viva e vera voce quale sia la condizione dell'agricoltura, in Italia, e proprio lì e proprio ora e certo non per cattiva volontà e/o incapacità - l'agricoltura dicevamo è un ponte per allungare le loro manacce su tanti e tanti fondi e denaro pubblico e denaro europeo... ed inventarsi inutili infrastrutture e le solite cattedrali nel deserto oltre naturalmente a delocalizzare i "giovani" che "pesano" su Roma impegnandoli per un po' di tempo... meglio se lontano da qui e mal comunicati! E' per questo che mi stupisco per l'articolo di Fabio perché lui non può non sapere e conoscere questi meccanismi che sono sempre gli stessi con l'aggravante dello sfinimento della gente che ormai sa tutto. Mi dispiace ma è così

  • No, non ci posso credere Fabio, sono troppo certa che sei una persona perbene per non credere che tu sia in buona fede. Hai mai sentito parlare l'Ente Maremma? Hai mai visto la situazione del mare di Tarquinia? Hai visto il risultato dell'esplosione edilizia, non solo abitativa, degli ultimi vent'anni? Hai seguito il tentativo di Franceschini di "strozzare" togliendogli l'esclusiva un sito archeologico unico al mondo affogandolo nel calderone della Regione Lazio? E' possibile che tu non sappia che l'Etruria e la tuscia tutta rappresentano l'ultimo - in ordine di tempo - degli oggetti del desiderio di questi farabutti che amministrano e amminestrano e non sapendo più dove imperversare vanno in cerca di zone vergini e depresse per poter agire indisturbati? Secondo te a che serve l'ampliamento di un'autostrada la Roma/Civitavecchia "troppa da troppi anni" così com'era, se non a foraggiare di nuovo il solito vortice di milioni? Hai mai percorso quel Far West che è l'Aurelia subito dopo Tarquinia dove l'ampliamento allo stato attuale non arriverà? Sì propria quella Tarquinia, quel territorio arido, selvaggio e ventoso buono per scrivere indimenticabili poesie e per farci vivere - tutta l'Italia centrale - di energia eolica di qui alla fine dei tempi e che oggi stanno di nuovo lottizzando e assegnando tanto per costituirsi l'ennesimo alibi/lasciapassare per chissà che di chissà chi! O meglio lo sappiamo basta addentrarsi nei meandri appena appena affioranti con la Banca dell'Etruria... Svegliatevi ragazzi ma soprattutto documentatevi, ecco a che cosa si va incontro in un Paese ridotto ad una memoria frammentata ma soprattutto a breve termine. Tarquinia già carissima da sempre e già violentato scortico della micro-borghesia romana in cerca dei soliti pidocchiosi investimenti/rifugio conoscerà una nuova strumentale primavera alla quale non seguirà - se questo che si sta delineando fosse l'unico progetto - come già tante e tante altre volte è successo un beneamato nulla e già sarebbe una fortuna!

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