Tevere, raccolti 1300 chili di plastica in due mesi: la barriera anti rifiuti resta al suo posto

Prosegue la sperimentazione della barriera “acchiappa plastica”. Avenali: “Stiamo predisponendo un avviso pubblico per lasciarla sulla foce del Tevere e per posizionarne altre due”

L’esperimento è riuscito. L’idea di sistemare delle reti in grado d’intercettare rifiuti galleggianti prima del loro arrivo in mare sta riscuotendo successo. La diga, sistemata sulla foce del fiume Tevere, rimane quindi al suo posto.

La nuova proroga

“Oggi scadeva la proroga ma abbiamo deciso di proseguire con la sperimentazione per altri tre mesi, fino alla metà di maggio” ha fatto sapere Cristiana Avenali, responsabile regionale dei Contratti di fiume. Le due reti, della lunghezza di 4 e 6 metri, non saranno rimosse dal luogo che è stato loro assegnato. Almeno per ora.

La plastica raccolta

Le continue proroghe che l’iniziativa sta ricevendo, confermano la bontà dell’investimento prodotto. Gli ultimi dati in nostro possesso, c’informano del fatto che sono stati raccolti 1300 chilogrammi di plastica in due mesi” ha sottolineato Avenali. La quantità di rifiuti che si riesce ad intercettare, rispetto alle prime analisi effettuate, è dunque triplicata. Un motivo in più per proseguire con una sperimentazione che altrove, sulla foce del fiume Po, aveva già mostrato le proprie potenzialità.

Stabilizzare la sperimentazione

I risultati sono così incoraggianti che l’amministrazione regionale ha deciso di triplicare gli sforzi. “Stiamo predisponendo un avviso pubblico perché vogliamo stabilizzare la diga presente sulla foce del Tevere, ma vorremmo anche sistemarne delle altre. Una nel punto di confluenza con l’Aniene ed un’altra più a Nord, indicativamente all’altezza del Ponte della Musica” ha dichiarato Avenali.

La plastica in mare

L'idea di dislocare altre reti nasce da una duplice necessità. “Dobbiamo capire bene da dove arrivano questi rifiuti plastici - ha spiegato la responsabile regionale dei Contratti di fiume -  ed al tempo stesso, posizionando le dighe al centro, puntiamo  a dare visibilità ad problema che riguarda tutti". La plastica trasportata dal Tevere infatti arriva in mare ed una volta sminuzzata, viene ingerita dai pesci. Intercettarla prima che raggiunga le acque libere significa, quindi, impedire anche che finisca sulla nostra tavola.

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