Emergenza cinghiali, Coldiretti torna alla carica con i piani di contenimento

Coldiretti Lazio ha stimato 4 milioni di euro di danni causati dai cinghiali. Granieri: "In ballo c'è anche l'incolumità degli esseri umani"

L'avvistamento di cinghiali nei parchi cittadini, nei giardini condominiali e lungo le strade, rappresenta un fenomeno che accomuna il quadrante meridionale e quello settentrionale della città. La loro presenza non è però avvertita soltanto in contesto urbano.

I danni causati dai cinghiali

Da tempo Coldiretti Lazio punta il dito contro "lo sviluppo incontrollato della fauna selvatica" che nel 2017 ha prodotto "danni per oltre 7 milioni di euro e nel 2018 vedono la situazione notevolmente peggiorata". Non ci sono soltanto gli ungulati. Ad insediare le colture ed i capi contribuiscono anche altre specie ed infatti si fa riferimento agli "assalti" anche di "corvi e lupi". Ma "particolarmente grave la problematica relativa agli ungulati che, nel Lazio, provocano danni stimati in 4 milioni di euro ogni anno".

Un dibattito aperto

Le modalità per ridurre l'impatto degli ungulati sul territorio, è oggetto di un dibattito che si protrae da mesi. Coldiretti è da tempo fautrice della necessità di ricorrerre ai produttori, trasformandoli in una sorta di selecontrollori. Sul versante opposto invece si è collocata RomaNatura, l'ente regionale che gestisce 9 riserve naturali, due parchi regionali e tre monumenti naturali.  "L'abbattimento selettivo è possibile in contesti molto limitati, come nel caso della Riserva del Presidente. E' impensabile invece in zone come l'Insugherata dove i condomini convivono con la riserva" aveva precisato Maurizio Gubiotti, presidente di RomaNatura. La prima opzione per l'ente era quella di ricorrere alle gabbie. Ma Coldiretti punta invece su altre strategie di contenimento.

I piani di contenimento ed il ruolo degli agricoltori

"E’ necessario dunque ripensare al più presto a un nuovo modello di sviluppo delle aree dove questi animali vivono e si riproducono: i parchi, al cui interno gli agricoltori, con le loro famiglie, svolgono un ruolo fondamentale di manutenzione e controllo del territorio – ha ribadito David Granieri, presidente della Coldiretti Lazio – In Italia sistemi virtuosi di contenimento sono già stati adottati, si tratterebbe semplicemente di prenderli come riferimento e adattarli alla realtà locale". Il riferimento è ai piani che prevedono un abbattimento selettivo della specie.  "In tal senso – si è premurato di aggiungere David Granieri – con la Regione Lazio abbiamo avviato un percorso di lavoro positivo che sono convinto possa dare i risultati sperati e attesi". Secondo il numero uno della Coldiretti Lazio "ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza che non si può continuare a ignorare o sottovalutare solo per pregiudizi ideologici, in ballo ci sono anche la salute animale e l’incolumità pubblica”.

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