Rischio idrogeologico, in un anno cancellati 36 ettari di verde: avanza il consumo di suolo

Diminuiscono gli abitanti ma aumentano le edificazioni. Legambiente: "Cementificare e impermeabilizzare il territorio è una follia ingiustificata"

Meno abitanti ma più abitazioni. Si può ridurre con questo bisticcio di parole il paradosso in cui è incappata la Capitale e più in generale della Regione. A fronte della diminuzione del numero di cittadini residenti, crescono le edificazioni.

Il consumo di suolo

Il dato non è confortante. Nel 2017 nel Lazio sono stati cementificati 315 ettari di territorio. L'equivalente di una città da 15mila abitanti. Il punto è che questa città rischia di restare vuota. Perchè, nella Regione, la diminuzione degli abitanti supera le 1400 unità. La metà dei quali nella Capitale (- 694 abitanti). Nella Città Metropolitana poi, secondo i dati del Rapporto Consumo di Suolo di ISPRA, gli ettari persi sono 102. Una cifra impressionante.

Il report sul rischio idrogeologico della Capitale

“Avanza il consumo di suolo a Roma e nel Lazio, il tutto nonostante i mutamenti climatici ci facciano fare sempre più i conti con eventi meteorici estremi e rischio idrogeologico, - commenta Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio - Cementificare e impermeabilizzare il territorio è una follia ingiustificata, tenendo anche presente che diminuiscono i residenti e che ogni questione edificatoria, sia abitativa che non, può e deve essere risolta con la rigenerazione dell'enorme patrimonio di edilizia abbandonata".

Consumo di suolo 2017-2

I rischi ed i comportamenti da seguire

Il consumo di suolo ed i rischi connessi all'impermeabilizzazione dei terreni, stanno progressivamente acquisendo visibiilità. Convegni, seminari, tavole rotonde sono sempre più frequenti. Non si riesce però, al momento, ad invertire la tendenza,a puntare sulla rigenerazione urbana. Al contrario si continua ad agire sulla leva delle nuove edificazioni. "Nella nostra Regione, dove la quasi totalità dei comuni si trova in aree a rischio idrogeologico e dove gli eventi climatici estremi mettono a dura prova, sempre più di frequente, gli ambienti antropici, c' è bisogno di fermare ogni colata di cemento che consumi nuove superfici - osserva Roberto Scacchi -  bisogna invece scommettere e investire su parchi urbani in grado di aumentare la resilienza delle città, sulla cura delle aste fluviali e degli ambienti ripariali, sulla rinaturalizzazione delle superfici; è solo così che si gettano le basi per una politica di adattamento al clima che cambia". Insomma, occorre invertire la tendenza.

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