Guerrilla gardening: nelle aiuole di Termini spuntano cipressi. Ma sono alti 20 centimetri

A fianco alle ceppaie mai eliminate sono stati messi a dimora minuti alberelli. Palumbo (Green City Roma): "E' una provocazione contro un'amministrazione che fa strage di alberi in città"

Il cipresso vicino piazza della Repubblica. Dalla pagina fb di Green City Roma

Ci sono degli esili arbusti, nascosti tra le canne di bambù, che sono stati piantumati a pochi passi dalla stazione Termini. Si tratta di alberelli messi a dimora nelle aiuole inutilizzate, a fianco di ceppaie mai rimosse.

I cipressi di Termini

La presenza di questi cipressi, è stata notata anche da Green City Roma. "Si tratta di un esempio di Guerrilla gardening – ha spiegato Antimo Palumbo, portavoce dell'associazione – e dimostra quale sia lo sbando a cui è arrivata una città che, da marzo, non ha un assessore all'ambiente".  In effetti le deleghe di Pinuccia Montanari, dopo le sue dimissioni, sono state assunte dalla Sindaca Raggi. Quindi non c'è un assessore, in giunta, preposto alla gestione dell'ambiente.

Il problema delle ceppaie

La presenza di quegli esili alberelli, nascosti tra le canne che dovrebbero sorreggerne la crescita, stimola diverse riflessioni. A partire dalla presenza delle ceppaie che, in centro come in periferia, nella Capitale raramente vengono rimosse. Talvolta vengono utilizzate come materia prima per accattivanti sculture lignee. Altre volte sono i cittadini che si assumono l'onere finanziario di eliminarle, sostituendole con altri alberi. Ma nella maggior parte dei casi la permanenza nei marciapiedi di questi tronchi morti, non contribuisce a trasformare Roma nel Giardino d'Europa.

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Un destino segnato

"Quegli alberi, che non sono stati piantati dal Servizio Giardini,  non ce la faranno poi a diventare grandi ed a sostituire le ceppaie presenti nell'aiuola – sottolinea il portavoce di Green City Roma – ora rischiano di morire in modo crudele". Una morte che può trasformarsi in "un sacrificio utile a denunciare un'amministrazione dendrofoba che sta facendo strage di alberi in città" scrive Palumbo. Cosa fare per evitare che quest'epilogo drammatico diventi inevitabile per i giovani alberelli? " L'amministrazione – propone il portavoce di Green City Roma – dovrebbe intervenire rimuovendo quegli alberi metterli in vaso e poi ripiantarli una volta che hanno raggiunto le giuste dimensioni per vivere in città". Il suggerimento è chiaro. Ora bisogna vedere se c'è qualcuno in grado di recepire l'indicazione.

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