C'erano una volta le gattare: oggi la passione dei romani sono i cinghiali

I frequenti avvistamenti hanno diffuso l'idea che si tratti di animali da accudire. Ecco dove sono stati avvistati, come ha avuto origine la presenza degli ungulati romani e quali sono i comportamenti da tenere

Non è un animale domestico ma la frequenza con cui vengono avvistati lascia quasi supporre lo stiano diventando. La presenza di cinghiali, a nord come a sud della Capitale, sta infatti producendo i primi effetti. Non sull'ambiente bensì sui cittadini che lo popolano.

Il rapporto con l'uomo

A giudicare dai video diffusi sui social network, ci sono residenti che hanno coninciato a prendere condifenza con gli ungulati. Adulti e bambini si avvicinano senza mostrare il necessario timore. Senza considerare la mole e la natura selvatica dell'animale che gli si para davanti. Per ora, fortunatamente, senza conseguenze.

Il primo avvistamento

Dove vengono avvistati più di frequente questi animali? Difficile fare una mappatura. La presenza dei cinghiali a Roma è un fenomeno recente, ma tutt'altro che raro. Il primo avvistamento in ambito urbano risale probabilmente al marzo 2016 ed ha riguardato il quartiere di Spinaceto. Un giovane esemplare aveva preso l'abitudine a girare per le aree verdi della zona. Dapprima si era limitato ai parchi campagna, poi aveva esteso il proprio areale ai giardini condominiali. In tal modo aveva finito per incrociare  residenti e "canari" spaventati per gli amici quadrupedi. Per qualcuno era diventato un beniamino ed è tutt'ora la mascotte del gruppo facebook sei di Spinaceto Se.

Le segnalazioni più recenti

L'ultimo avvistamento risale invece  al 16 maggio e riguarda una famigliola di ungulati che è stata fotografata in un cortile in via delle Benedettine, in zona Montemario. Tra i due casi, si sono registrati decine di avvistamenti, aumentati notevolmente nel corso degli ultimi mesi. Per restare all'ultima settimana, i cinghiali sono stati segnalati a ridosso dell'isola ecologica di Mostacciano, in un giardinetto pubblico a Tomba di Nerone ed a Torresina dove un esemplare stava degustrando una bottiglia di plastica. Il caso più singolare riguarda invece la Giustiniana, dove gli avvistamenti sono frequenti. A fine marzo un cinghiale ha fatto il giro delle vetrine di via Iannicelli, in pieno giorno.

L'origine dell'invasione

"C'è stata un'immissione nel territorio di una razza non italica diversa da quella maremmana – racconta Cristiana Avenali, già consigliera regionale ed ex direttrice regionale di Legambiente – si tratta di animali originari dell'Est Europa che risultano essere più grandi, residenti e soprattutto più prolifici". Da qui il numero crescente di avvistamenti che si registrano da una parte all'altra delle città. Che sfruttino il corridoio del Parco di Veio a Roma Nord, o la riserva del Litorale a Roma Sud, questi ungulati presentano un tratto comune: sono affamati. "Vengono attratti dai rifiuti presenti nelle strade quindi per non farli avvicinare ai centri abitati – suggerisce Avenali – converrebbe mantenerle pulite".

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I comportamenti sbagliati

La loro presenza non deve però trarre in inganno. "Ho visto video su facebook di bambini che li inseguivano e di gente che li nutriva – conferma Avenali – è sbagliatissimo. Non bisogna nè scappare nè sfidarli nè avere comportamenti confidenti. Se sono pericolosi vanno segnalati alle forze dell'ordine e comunque è sempre meglio evitarli". Esattamente il contrario di quanto stanno facendo alcuni cittadini. Forse conviene imparare a conviverci. Mantenendo comunque una debita distanza. Non sono innocui micetti dei quali prendersi cura. Il fatto che a Roma singoli esemplari o colonie feline siano accudite dalle gattare, non significa che ora debbano nascere anche i "cinghialari". Potrebbe diventare una passione pericolosa.

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