Niente benzinaio vicino alla riserva di Torre Flavia: "E' una vittoria dell'ambiente"

La Regione Lazio non autorizza la costruzione di un impianto di carburante a ridosso del Monumento naturale. Filpa (WWF Lazio): "Bella vittoria, ai romani consiglio di approfittarne per visitare la palude"

La palude di Torre Flavia a Cerveteri

Niente stazione di carburanti  a ridosso della Palude di Torre Flavia. La Regione ha respinto il progetto di un privato che avrebbe voluto installare un benzinaio nelle vicinanze del “Monumento naturale” di Cerveteri.

La soddisfazione del WWF

La notizia ha raccolto l’apprezzamento di un’ampia schiera di realtà. Particolare soddisfazione è stata espressa da Andrea Filpa, presidente del WWF Lazio. “Il progetto, secondo la Regione, avrebbe avuto un impatto su un’area che rappresenta uno degli ultimi lembi rimasti intatti del litorale laziale – ha commentato Filpa – non aveva peraltro molto senso proporre un impianto di carburanti in una zona disabitata ma anche per questo strettamente correlata alla vicina Palude. Un luogo che la Città Metropolitana sta gestendo bene ed il cui perimetro recentemente è stato anche allargato”.

Le specie presenti

La Regione era chiamata ad esprimersi sull’impatto che il progetto avrebbe avuto su Torre Flavia. Un’area che, oltre ad essere un Monumento naturale, per l’Unione europea rappresenta anche una Zona di protezione ambientale. Nella palude all’’airone bianco maggiore sono infatti presenti numerose specie di uccelli come, la garzetta, il gufo di palude, il combattente, il cavaliere d’Italia. Ed anche il fratino (Charadrius alexandrinus) la cui presenza, nel 2019, ha comportato lo spostamento d'una tappa del Jova Beach Party.

La bocciatura della Regione

“Dall’analisi del progetto – si legge nella relazione della Regione Lazio - sono desumibili incidenze, sia in termini diretti di perdita dell’habitat (0,5 ha) sia in termini di perdita di idoneità del comprensorio – si legge nella relazione della Regione Lazio - per effetti dovuti al disturbo sonoro e luminoso”.

In sostanza la Regione ha ritenuto che la stazione di benzina potesse avere conseguenze sull’inquinamento acustico e chimico, quest’ultimo causato dalle tracce di idrocarburi e olii lubrificanti che avrebbero lasciato le auto; sull’impermeabilizzazione dei suoi, per la colata di cemento su cui realizzare l’impianto; sull’inquinamento luminoso e sull’alterazione del paesaggio e della sua percezione da parte della fauna.

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L'appello ai romani

“E’ una bella vittoria per l’ambiente – ha concluso il presidente del WWF Lazio – ne approfitto per invitare i romani a visitare la Palude”. Un appello che potrebbe non cadere nel vuoto. I cittadini della Capitale, dopo i mesi di lockdown, hanno riscoperto il piacere di visitare le oasi naturalistiche e gli spazi all’aria aperta. La palude di Torre Flavia, con la sua ragguardevole unicità, è pronta ad accoglierli. 
 

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