Smog, Legambiente diffonde i dati di "Mal'Aria". Bacchettata la Capitale: "Roma soffoca"

I risultati delle analisi di Ispra e Arpa incrociati nel nuovo dossier "Mal'Aria". Per Legambiente la ricetta è puntare sul trasporto collettivo "che non deve rimanere nel libro dei sogni"

L'aria di Roma è malata. Anzi, si soffre di "Mal'Aria", per citare il dossier elaborato da Legambiente. Analizzando i risultati delle analisi effettaute da ISPRA e dall'ARPA, l'associazione ambientalista ha infatti tirato le somme sullo stato di salute dei capoluoghi italiani.

La qualità dell'aria a Roma

Male Roma che, nel 2018, supera per 72 giorni i limiti di Ozono, doppiando la provincia di Frosinone. Sconfortanti anche le notizie relative al PM10. Le polveri sottili nella Capitale per ben 22 volte hanno superato il massimo consentito. In generale quindi l'aria di Roma è stata inquinata, nel 2018, per 94 giorni. 

Ecco come evitare il soffocamento

“L’ozono nei mesi caldi e le polveri sottili d’inverno, soffocano Roma e Frosinone" ha commentato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. Secondo Scacchi le ricette da mettere in campo sono note: "c’è bisogno di liberare i centri urbani dalle automobili". In tal senso " ben vengano corsie preferenziali per i mezzi ATAC, nuove ciclabili, nuovi tram e trasporto pubblico collettivo ma tutto ciò non può e non deve rimanere solo su carta o nel libro dei sogni". In altre parole ai romani deve essere fornita un'alternaiva concreta all'uso dell'automobile, quindi bisogna intervenire contro  " continui blocchi alle metropolitane, mezzi pubblici in panne o stazioni di metro chiuse ai quali – commenta il presidente di Legambiente Lazio - siamo sciaguratamente abituati".

Dossier Mal'Aria-2

Eppure l'anno era iniziato con l'ottimismo del Campidoglio. A gennaio del 2018 l'assessora allo Sviluppo Sostenibile aveva infatti dichiarato che "Roma è tra le migliori grandi città italiane per qualità dell'aria – aveva asserito Pinuccia Montanari, commentando i dati diffusi da Greenpeace sulle concentrazioni di un altro pericoloso inquinante, il biossido di Azoto (NO2). Una dichiarazione che era stata immediatamente bacchettata sia da Legambiente che dalla stessa associazione che aveva elaborato il dossier. "Sorprende la soddisfazione dell'assessore Montanari per i dati diffusi da Greenpeace relativi alle concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto nella città di Roma – aveva commentato l'associazione - Non capita spesso che un assessore all'Ambiente si compiaccia di valori che eccedono le soglie indicate dall'OMS per la protezione della salute umana; e che nel caso dei rilevamenti di Greenpeace, svolti di fronte a scuole primarie e dell'infanzia, interessano direttamente i bambini, i più vulnerabili agli effetti di quel gas".

Gli investimenti per il trasporto pubblico

In attesa di conoscere le nuove rilevazioni di biossido d'azoto effettuate fuori dalle scuole, restano i dati diffusi da Legambiente. Una doccia fredda per la Capitale che, se si considerano le giornate in cui si è superato il limite consentito per le concentrazioni di Azoto, ottiene il peggior risultato in tutto il centro sud. Per migliorare la qualità dell'aria serve quindi inversione di tendenza. In tal senso i 425 stanziati dal Governo Gentiloni e finalmente messi  a disposizione della Capitale, potrebbero rappresentare la classica boccata d'ossigeno. Ed è quello che serva ad una città che soffre di "mal'aria".

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