Crolla una quercia secolare: così Roma ignora i suoi alberi monumentali

Il crollo della Quercia del Lupo rilancia il dibattito sul patrimonio arboreo ultracentenario. Secondo il parere dell'agronoma urbana Sara Sacerdote "per migliorare la tutela serve un censimento"

La Quercia del Lupo ha lasciato il segno. Non solo tra quanti ne hanno apprezzato la secolare bellezza. Il quercus ilex di Villa Borghese, con il suo drammatico epilogo, sta contribuendo infatti a riaccendere i riflettori sulle condizioni degli alberi più pregiati della Capitale.

Quanti sono gli alberi monumentali

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, lo scorso agosto, ha aggiornato l'elenco degli alberi monumentali. Sono in tutti 2734 e soltanto 20 sono quelli presenti a Roma. Anzi, dopo il crollo del seicentesco leccio di Villa Borghese, ne sono rimasti 19. E, per quanto possa sembrare paradossale, vi rientra soltanto un pino domestico, presente a villa Torlonia. Ma molti altri potrebbero essere inseriti nell'elenco.

Un censimento necessario

"A Roma manca un vero e proprio censimento degli alberi più imponenti ed andrebbe fatto. In tal modo si potrebbe vagliare quelli che hanno i requisiti  per diventare monumentali – avverte Sara Sacerdote, consigliera provinciale dell'Ordine dei dottori Agronomi e Forestali – a me ad esempio viene in mente la canfora di piazza delle Finanze, ma anche un pino bellissimo che si trova a Trastevere, nel chiostro d'una chiesa situata tra piazza Santa Maria in Trastevere ed il Museo Romano". Gli esempi potrebbero essere numerosi, ma l'iter per l'istituzione di un albero monumentale non è semplice. Ed infatti nell'atteso Regolamento del verde capitolino, è previsto anche "l'albero di pregio". Si tratta di uno status leggermente inferiore rispetto a quello rilasciato dal Mipaaft. Ciò detto è comunque utile perchè offre delle garanzie nella gestione di molte essenze arboree.

Il dibattito sulla tutela e la gestione degli alberi monumentali 

Il dibattito sulla salvaguardia degli alberi centenari resta aperto. Lo è sui social network, dove a farla da protagonisti sono semplici cittadini e comitati che mirano a preservare il patrimonio arboreo cittadino. E lo è anche tra "gli addetti ai lavori". E' il caso, per citare un esempio, del convegno organizzato, giovedì 13 dicembre, in via Torino. Si svolge nei locali del Comando dei Carabinieri per la tutela agroalimentare e prevede la partecipazione del Ministero ma anche della fondazione Giant Trees. All'ordine del giorno il tema della tutela e della gestione degli alberi monumentali. 

Attenzioni particolari da riservare agli alberi monumentali

"Andrebbero trattati più come monumenti che come piante – avverte Sara Sacerdote – e bisognerebbe averne particolare cura. Ad esempio, sempre vicino al laghetto di Villa Borghese, c'è un bellissimo esemplare di leccio. Come quello del Lupo aveva una grande sofferenza all'apparato radicale. E' stato adottato da un collega e  vi hanno lavorato tanti arboricoltori bravi". Per recuperare quella pianta "hanno tolto una ventina di centrimentri di terreno con l'aria compressa e vi hanno effettuato trattamenti con di tricoderma e funghi, in modo da ripristinare la vitalità del terreno stesso. La potatura infine è stata eseguita in free climbing ed è stata fatta benissimo". Un impegno labororioso che però ha consentito di salvaguardare la pianta che "ora si sta riprendendo". La Quercia del Lupo, da questo punto di vista, è stata meno fortunata. Ora si valuta la possibilità di mantenerla in vita riutilizzandone il legno per sculture o, più prosaicamente, per realizzare dei portali.

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