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"L'uomo Carbone" al Teatro Kopó

Il Teatro Sociale di Pescara presenta L'UOMO CARBONE. Spettacolo segnalato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come attività di interesse nazionale. Miglior spettacolo, miglior regia e migliore attore non protagonista Premio Drago d'Oro

Crisi. Pare non si parli di altro ultimamente. La crisi dell'industria, la crisi di governo, la crisi della cultura. Viviamo una situazione post bellica pur non essendoci mai effettivamente entrati. Dopo una guerra, si sa, si deve ricostruire, ci si deve rialzare, recuperare le forze. Ma mentre il nostro Paese al momento si dimena (non senza problemi) alla ricerca della soluzione, nel 1946 ci si impegnava su tutti i fronti per rimettere in moto l'economia. In particolare, il Belgio ha assoluta necessità di riavviare l'attività estrattiva, uno dei traini del proprio sistema economico prima del conflitto: ma è praticamente privo di manodopera. Le ingenti perdite umane, causate dalla guerra, rischiano di compromettere la riapertura delle miniere. E' così che iniziano le trattative con l'Italia, dove le priorità sono altre; dove la miseria e la disoccupazione hanno colpito (e ancora colpiscono), soprattutto le zone del centro-sud, più duramente del conflitto stesso.

Antonio e Sandro, due giovani fratelli abruzzesi, fanno parte di quei 50.000 italiani emigrati in Belgio in seguito all'accordo "Uomo - Carbone" firmato dall'allora Presidente della Repubblica Alcide De Gasperi. E mentre l'Italia sfrega già le mani in attesa di quelle 2.500 tonnellate di carbone l'anno che il Belgio le avrebbe corrisposto ogni 1000 operai italiani, la mattina dell'8 agosto del 1956 nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, vicino Charleroi una violenta esplosione nel pozzo numero 1 segna la fine del sogno di Antonio e Sandro e di altri 134 italiani che con le loro speranze, le loro storie, le loro paure avevano lasciato l'Italia alla volta di un paese sconosciuto per ricominciare a vivere.

Il nucleo centrale della storia de "L'uomo-carbone" si snoda attorno a questa semplice, ma non trascurabile e incontrovertibile verità. Una storia dura e toccante, dai risvolti neorealistici, che qualcuno ha definito "verghiana", i cui protagonisti non sono però trasposizioni sceniche del cliché del minatore o dell'emigrante, ma persone.

"L'uomo carbone" è lo spettacolo più conosciuto del Teatro Sociale di Pescara, più volte replicato in Italia e all'estero; tra le tante si pensi alla tournée nel Sulcis iglesiente culminata con la rappresentazione dello spettacolo all'interno della (tristemente) nota miniera della Carbosulcis e alla replica belga, a Charleroi, in occasione del riconoscimento del Bois du Cazier a Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO alla presenza del primo ministro belga Elio Di Rupo.

Per il pubblico del quartiere Quadraro di Roma in cui il piccolo Teatro Kopó ha aperto solo pochi mesi fa, in barba alla crisi post bellica di cui sopra, sarà un'occasione davvero unica poter assistere alle tre repliche nella Capitale prima che Il Teatro Sociale di Pescara porti "L'Uomo Carbone" in Lussemburgo, Polonia e Tunisia prossime tappe della tournée di questo anno.

L'Uomo Carbone in scena al Teatro Kopó di Roma dal 10 al 12 Gennaio ore 21.00.



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