Arcobaleni, drag queen, gay, lesbo, etero, transessuali tutti insieme in una festa di allegria, goliardia e rivendicazione dei diritti degli omosessuali. E' partito con lo slogan "vogliamo tutto" e la colonna sonora 'I want it all'' dei Queen il Gay Pride 2012. Una parata che è sfilata via senza problemi in un bagno di colori, provocazioni e divertimento. Roma Pride 2012 arrivato in piazza Bocca della Verità con gli organizzatori che dai megafoni annunciavano con Orgoglio la grande affuenza di manifestanti: "La notizia è ufficiale: siamo 150 mila". Tra i carri anche la Rete dei Genitori Raimbow che per voce di Fabrizio Paoletti ha spiegato: "Siamo genitori con figli nati in una relazione eterosessuale che poi si scoprono omosessuali. Da questo momento in poi non abbiamo più diritti, non possiamo amare in libertà e neanche adottare bambini". "Orlando e Bruno, 47 anni d'amore senza diritti" un altro cartello di una coppia che ha partecipato alla manifestazione.
VOGLIAMO TUTTO - "Vogliamo tutto - le parole di Andrea Berardicurti del circolo Mario Mieli - gli stessi diritti delle coppie etero. Non ci accontentiamo di Pacs e unioni civili, puntiamo dritti al matrimonio e i partiti devono saperlo: se vogliono i voti della comunità devono accogliere le nostre richieste senza se e senza ma". Tra i carri presenti, 20 in tutto, spicca quello del comitato organizzatore, un autobus inglese a due piani con il logo della manifestazione. Aurelio Mancuso di Equality Italia gli fa eco: "A Roma c'é un tema in più che riguarda le aggressioni omofobe, più forti e virulente. C'é una diretta responsabilità dell'amministrazione Alemanno che ha abbandonato Roma a se stessa". Tra i rappresentati politici presenti in piazza la deputata del Pd Paola Concia e il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà alla Regione Lazio. Tra i carri anche quello della Cgil.
AFFONDO A CASSANO - Tra le prime iniziative della sfilata da segnalare un affondo diretto al mondo del calcio: due ragazzi vestiti con la maglia della Nazionale ed un pallone in mano hanno posato baciandosi sulla fontana al centro della piazza. A spiegare il senso dell'iniziative è il portavoce del Gay center Fabrizio Marrazzo: "E' contro le dichiarazioni fatte in particolare da Cassano. Vogliamo dire che la lotta contro l'omofobia va combattuta ovunque, anche nel calcio. Invitiamo pertanto i calciatori della Nazionale, che sappiamo essere omosessuali, a fare coming out. Sarebbe utile per loro ma anche per tanti giovani che subiscono bullismo e discriminazioni".
MANIFESTI MILITIA CHRISTI - Gay Pride romano cominciato in mattinata con le polemiche scaturite dai manifesti murari con la foto di Giovanni Paolo II per dire "no a Roma Capitale dell'orgoglio omosessuale" affissi da Militia Christi su via Cavour. Nei manifesti vengono riportate anche le parole Giovanni Paolo II: "A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato [...] e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità [...] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male". (Beato Giovanni Paolo II, commento al gay-pride, nell'Angelus del 9 Luglio 2000)".
RISPOSTA GAY CENTER - Manifesti d'intolleranza del movimento di estrema destra che hanno trovato la replica in una nota congiunta di Fabrizio Marrazzo e Roberto Stocco, rispettivamente portavoce del Gay Center e presidente di Arcigay Roma: "Da Militia Christi viene la solita propaganda omofoba. Se non ci fossero lesbiche, gay e trans e i Pride Militia Christi non saprebbe che fare. I manifesti affissi a Roma oggi ne sono la dimostrazione. Chiediamo al Comune di rimuoverli".
IL CORTEO - Partito da piazza della Repubblica il corteo è proseguito per piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via Celio Vibenna, via di San Gregorio e via dei Cerchi per poi concludersi in piazza Bocca della Verità
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