Presentazione del libro "La storia del Pigneto"

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“LA STORIA DEL PIGNETO,
DALLA PREISTORIA AI GIORNI NOSTRI”

Venerdì 7 giugno appuntamento presso La Mia Libreria di via Malatesta
Oltre 1500 copie vendute in 2 mesi
Il nuovo capitolo della “Storia di Roma” raccontata da Typimedia editore.

Cosa successe quando i barbari sabotarono gli acquedotti romani? Quale storia si cela dietro la tomba monumentale a forma di antico forno fuori Porta Maggiore? Sapevate che anche Tor Pignattara ha la sua Cappella Sistina?

La risposta a queste e a tante altre domande venerdì 7 giugno, alle ore 18:30, presso La Mia Libreria, in via Roberto Malatesta n. 85, in occasione della presentazione del libro “La Storia del Pigneto, dalla preistoria ai giorni nostri” (pp. 208, euro 14,90, Typimedia editore).
Saranno presenti la curatrice del volume, Gaia Marnetto, il comico Stefano Vigilante, nativo del Pigneto, e Luigi Carletti, direttore editoriale di Typimedia.

Il Pigneto è qualcosa di più di un quartiere. È un microcosmo, un calderone di vite, storie e culture che in questo luogo si danno appuntamento, dall’alba dell’uomo ad oggi, per stringere intrecci, suggellare incontri, condividere esperienze.
Racchiuso in un triangolo di strade formato da via Prenestina, via Casilina e via dell’Acqua Bullicante, subito fuori Porta Maggiore e all’ombra della Tangenziale Est, il Pigneto è uno dei centri più popolari, vivaci e un po’ bohemien di Roma. Oggi ospita più di 30mila abitanti, fra residenti affezionati, stranieri, universitari e street-artist.

Il libro ci racconta di quando, lungo via del Pigneto – un’antica strada di campagna oggi spina dorsale dell’area cui dà il nome – passeggiavano, nei secoli, animali e popoli primitivi, imperatori e papi, sfollati e immigrati, imprenditori e operai, ferrovieri e partigiani.
È qui che Sisto V, alla fine del Cinquecento, fece costruire l’acquedotto Felice, nato per dotare la vicina villa di acqua corrente e diventato, poi, un appoggio per la baraccopoli di via del Mandrione durante la Seconda guerra mondiale. Ed è sempre qui che grandi registi del cinema nostrano, come Roberto Rossellini, Luchino Visconti e Mario Monicelli, scelsero questa zona come set per film come Roma città aperta, Fantozzi, Un borghese piccolo piccolo. Pier Paolo Pasolini, che scelse il quartiere per le riprese del suo Accattone, diede del Pigneto una definizione esemplare: «la corona di spine che cinge la città di Dio».

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