I ritmi del Portogallo ai Giardini della Filarmonica: c'è Pedro Moutinho

È uno dei più famosi fadisti portoghesi di oggi: Pedro Moutinho arriva ai Giardini della Filarmonica venerdì 8 luglio (Sala Casella ore 21.45) accompagnato da altri due eccezionali musicisti André Dias (chitarra portoghese) e António Neto (chitarra classica) per portare nel festival estivo della Filarmonica i suoni e i ritmi di uno dei generi più popolari e amati del Portogallo. Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Portogallo e l’Istituto Camões.

Nato in una famiglia legata al fado e cresciuto con alcuni tra i più famosi interpreti musicali di Lisbona, che lo hanno orientato fin dall’inizio nel suo percorso di artista, Pedro Moutinho presenta a Roma il suo nuovo album O Fado em nós (il fado dentro di noi). Le melodie di questo lavoro tramandano l'eco dei tanti artisti che hanno cantato e suonato il fado, rammentano le emozioni che hanno suscitato, suggeriscono i luoghi che hanno ispirato queste armonie. In una continuità tra passato e presente Pedro Moutinho ne custodisce la memoria, ci accompagna magistralmente in questo viaggio nel quale NOI siamo spettatori e simultaneamente protagonisti, in cui la musica trasmette un invito a partecipare alla danza della vita. La sua voce “è come una corda tesa e vibrante, profonda e corposa, che riesce a respirare il silenzio e a baciare le parole, sorridere e ballare, piangere e soffrire”.
 
La giornata si apre con un omaggio alla Repubblica Ceca, paese che per la prima volta partecipa ai Giardini della Filarmonica, grazie alla preziosa collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Ceca e del Centro Ceco. In Sala Casella (ore 20) due dei più affermati musicisti cechi di oggi, il giovane violinista Miroslav Ambroš e la pianista Zuzana Ambrošová eseguiranno pagine ispirate alle immense possibilità virtuosistiche del violino, scritte da compositori che come lo stesso Paganini, in vita furono anche eccellenti violinisti: è il caso del ceco Josef Suk, che fu allievo di Dvořák il più importante compositore ceco dell’Ottocento, lo spagnolo Pablo de Sarasate e il nostro Antonio Bazzini, che nell’Ottocento contribuì a dare impulso alla rinascita della musica strumentale in Italia, elogiato da Schumann e Mendelssohn. Tutte pagine ispirate, neanche a dirlo, dalle immense possibilità virtuosistiche del principe degli strumenti ad arco.
 

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