Mondi immaginari ed altre storie: quarta edizione della mostra di affordable art Natale in Arte

Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true
(Over the Raimbow – 1939 - Harold Arlen per Il mago di Oz, cantata da Judy Garland)

La canzone principale del musical il Mago di Oz, con la sua promessa di trovare oltre l’arcobaleno un mondo dove si realizzeranno “i sogni che osi sognare” ha conseguito immediatamente un successo planetario.

La ragione non sta solo nella voce angelica di Judy Garland (Dorothy) e neanche nel plot del film – il sogno della fuga, il contrasto tra il mondo grigio del reale e quello a colori dell’immaginario, l’amicizia e la solidarietà tra “diversi” – ma anche nel particolare momento storico dell’uscita nelle sale cinematografiche.

Se il libro di Baum (1900) è una allegoria abbastanza trasparente della politica americana di quegli anni - la svalutazione della moneta alla fine del XIX secolo aveva generato la prima Grande Depressione della storia contemporanea – il film della Disney usciva dopo due anni di gestazione proprio in concomitanza dell’inizio secondo conflitto mondiale. L’anno successivo il musical iniziò la tournée nei teatri proprio mentre nel mondo si iniziava a comprendere la portata del piano di sterminio nazista: d’altra parte gli U.S.A. fin dal 1938 avevano cominciato ad accogliere tutti quegli artisti che, essendo ebrei e/o dissidenti politici, erano stati costretti a lasciare l’Europa dopo la grande mostra dell’Arte Degenerata che Hitler fece girare in tutti i Paesi europei occupati.

Ben presto Over the Raimbow diventò un simbolo, che ciascuno leggeva secondo la storia e l’inclinazione personale, ma sempre con la speranza di un mondo diverso, migliore. Il viaggio iniziatico di Dorothy divenne il viaggio dell’autocoscienza politica, mentre Judy Garland diventava – pur essendo eterosessuale – un’icona gay. La sua stessa morte (avvenuta nel 1969) è stata messa in relazione con la rivolta di Stonewall, il primo scontro aperto tra la polizia e i gay newyorkesi avvenuto nei pressi di un caffè del Greenwich Village la notte del 27 giugno del 1969.

Riflettendo sul nostro presente e su quanto siano ancora fortemente necessari gli arcobaleni è nato il tema portante di questa mostra: tra la sensazione di manipolazione economica, i fermenti di intolleranza che attraversano il nostro mondo come venti minacciosi, il desiderio di fuga in un luogo moralmente incontaminato che non esiste più e la determinazione a cambiare il luogo in cui viviamo, Over the Raimbow è ancora attualissima.

L’arte ha la capacità non solo di raccontare altri mondi, ma anche di leggere con occhi diversi il mondo in cui viviamo.
Per questa ragione la quarta edizione di Natale in Arte non è concentrata sulle tecniche artistiche, quanto su un tema che agli artisti è dato di interpretare come meglio credono, con tutti i colori dell’arcobaleno.
Natale inArte è dunque più di una mostra mercato, è un esperimento di affordable art, che si rivolge ad un pubblico e ad un mercato diversi da quello tradizionale e si svolge in un luogo che è sia galleria sia laboratorio in coworking e spazio condiviso.
Uno dei grandi problemi del mercato artistico degli ultimi decenni è lo scollamento dal pubblico: complici anche le cifre record stabilite nelle aste di settore, la cui notizia rimbalza dappertutto, la percezione diffusa è che l’acquisto d’arte sia riservato a collezionisti miliardari. In tutto ciò l’appagamento estetico è un fattore secondario, come chiunque comprende istintivamente.

Aggiungiamo che il pubblico non si sente “all’altezza” dei grandi nomi delle mostre: benché temiamo di confessarlo, di fronte a certe operazioni ci sentiamo più o meno tutti come Alberto Sordi alla Biennale di Venezia del ’78.
Così le persone ripiegano sul poster di un dipinto famoso perché è gradevole da vedere, è economicamente accessibile, è un ricordo di viaggio e così via. A ben vedere, suona un po’ come una resa: “Vorrei, ma non posso!”. In realtà, come ben sappiamo l’arte non è (solo) un fenomeno miliardario e inaccessibile.

Attorno a noi ci sono tanti ottimi artisti, che lavorano, espongono, vincono premi, insegnano e proseguono nella loro ricerca.
Per questo quattro anni fa è nata la prima edizione di Natale in Arte: la richiesta agli artisti è contenere il costo delle opere entro i 300 Euro, la cifra che si investe per un regalo importante, ma restando anche su cifre molto più contenute di qualche decina di euro. La risposta degli artisti è stata sorprendente, perché per primi sentono il bisogno di colmare il silenzio, riannodare il dialogo con le persone “normali”, andando loro incontro con disponibilità e buona volontà. La proposta annovera opere di scultura, pittura, fotografia, grafica e installazione.

Nei primi tre anni il pubblico ha ben compreso lo spirito: si tratta di una mano tesa, non si sta svalutando il lavoro artistico e il progetto resta prima di tutto un incontro a metà strada. Così si realizza il sottotitolo della mostra: sono felici l’acquirente – non più escluso dal mondo dell’arte – il destinatario del dono – che ha già quattro cavatappi di design! – e l’artista, che trova un nuovo (vecchio) senso nel proprio lavoro.
Natale in Arte è partner della Biennale MArteLive 2019 ed aderisce al progetto speciale Open Gallery in concomitanza della Biennale, proponendo eventi speciali per le serate tra il 4 e l’8 dicembre 2019.

Info pratiche:
Mondi immaginari ed altre storie. A cura di Penelope Filacchione
Mostra mercato di arte economicamente accessibile: Natale in Arte – perché regalando un’opera d’arte si è felici in tre. IV edizione
30 novembre 2019 – 5 gennaio 2020 - ArtSharing Roma – Via Giulio Tarra 64 – 00151
Vernissage: sabato 30 novembre 2019 ore 17.00
Finissage: 5 gennaio 2020 ore 17.00.
Orari di apertura: da martedì a venerdì h.16.00-20.00. Sabato e Domenica 10.30-13.00 / 16.00-20.30. Aperture serali speciali durante Biennale MArteLive 2019 progetto Open Gallery 4-8 dicembe 2019. Lunedì chiuso. Aperture su appuntamento per collezionisti
Contatti: 338-9409180 artsharing.roma@gmail.com

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