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Maledimiele alla Casa del Cinema per la Rete degli Spettatori

Presso Casa del Cinema Dal 09/05/2012 Al 09/05/2012

Nuova proiezione di Maledimiele a Roma. Dopo l'uscita nazionale, il film sarà presentato mercoledì 9 maggio alle ore 16,30 presso la Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni 1) all'interno della Rete degli Spettatori.

La proiezione (ingresso 5 euro) avverrà alla presenza del regista Marco Pozzi. A moderare l'incontro con il pubblico sarà il critico cinematografico Federico Pontiggia.

Il progetto Rete degli Spettatori, promosso dai 100autori con il patrocinio del MIBAC - Direzione Generale per il Cinema e di Roma Capitale, ha l'obiettivo di creare nuovi canali e modalità di circolazione per i film italiani di qualità e restituire al pubblico il suo diritto di scelta.

È l'anoressia il centro tematico e motore della rappresentazione di Maledimiele, secondo lungometraggio di finzione del regista milanese Marco Pozzi che, fin dal titolo, allude e stigmatizza la capacità di questo male di insinuarsi in modo dolce: Luna di miele è la definizione data dagli esperti alla prima fase della malattia.

Questa patologia, che insieme alla bulimia causa maggiore mortalità tra i giovani delle stragi del sabato sera, viene indagata dall'autore attraverso il punto di vista della quindicenne Sara senza però alcun compiacimento voyeuristico o morbosità, ma cercando di restituire le sensazioni e le debolezze della protagonista.

Mi interessava la dimensione mentale della malattia - afferma Marco Pozzi - non il corpo che si scarnifica. Lo scandalo senza scandalo.

Benedetta Gargari, premiata come migliore attrice al 29esimo Festival del Cinema Italiano di Annecy, incarna alla perfezione il ruolo della giovane Sara e della fascinazione progressiva e inesorabile subita dal mondo parallelo della malattia: un mondo fatto di riti e di rigide prescrizioni, pieno di immagini, immagini che diventano il suo immaginario.

Lo sguardo di Sara, spesso rivolto in macchina, sembra sfidare lo spettatore a seguirla nel suo folle viaggio, fatto di bugie e finzioni, di solitudine e compiacimento.

Nessuno infatti sembra accorgersi del problema di Sara. Il padre Enrico (Gianmarco Tognazzi), medico oculista, e la madre Anna (Sonia Bergamasco), che lavora per una Onlus, vengono ingannati dalla recita della figlia, che esteriormente continua la vita di tutti i giorni. Persino le compagne di scuola Clara (Micol Donghi) e Martina (Dafne Masin) faticano a mettere a fuoco il disagio dell'amica, mentre la nonna, forse unico nutrimento affettivo tollerato dalla ragazza e interpretata da una grande Isa Barzizza, muore improvvisamente.

Sara riesce così a nascondere tutte le sue nuove abitudini e a relegare il suo segreto in una stanza, in un deposito self storage, dove ha ricavato un salottino in cui rifugiarsi e stare tranquilla. Un giorno però, durante una gita scolastica, la ragazza sviene: da quel momento i suoi problemi con il cibo diventano evidenti a tutti.

Ambientato nei paesaggi urbani post-moderni di una Milano autunnale, splendidamente fotografata da Alessio Viola, il film raffigura e insieme denuncia una serie di realtà disgregate: quella della famiglia borghese benestante, fatta di apparenze, con un padre che guarda negli occhi i suoi pazienti ma non è in grado di capire cosa succede nell'anima della figlia e una madre che, pur nell'apparente serenità, vive di mostre benefiche sfuggendo alla routine di un rapporto amoroso fiacco, e quella di un'amicizia adolescenziale, superficiale, costruita intorno ai primi amori e ad argomenti di poco conto. Nella società dell'abbondanza un'anoressica si lascia morire di fame: forse il troppo di tutto si sta trasformando in troppo di niente (Marco Pozzi).

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