Madre Teresa di via Margutta al Teatro Tor Bella Monaca

Madre Teresa di via Margutta al Teatro Tor Bella Monaca
30 e 31 luglio 2016 

Chi è che sta apparecchiando la tavola? È un uomo o una donna? È felice o dice di esserlo? Uno strano personaggio si aggira per le stanze buie della suo mini arredato. Parla, si trucca, si allena, fa il karaoke. Vive esistenze che non sono le sue, confondendo e confondendosi. Avrebbe voluto fare film, calcare i grandi palcoscenici, imparare a memoria i grandi monologhi del passato … e poi? Nella lotta darwiniana per l’autorealizzazione c’è chi vince e c’è chi perde, chi sfida la sorte e chi s’arrende, chi s’affanna e chi fa un passetto di troppo. Chi si mette un po’ troppo rossetto. Lo strano personaggio che si aggira in cucina è tutto questo: è la metafora di un mondo, di una città, di una via, di un sogno in declino, la maschera grottesca e ridicola dei propri desideri rimasti chiusi nel cassetto. Attraverso il racconto tragicomico della sua ultima giornata, vedremo se è sempre vero che sono i migliori alla fine a sopravvivere: Madre Teresa di Via Margutta parla di tutte quelle persone che non sono riuscite ad emergere.

Tutti lo chiamano Teresa. Lui non sa più come si chiama. È sprofondato così tanto nei suoi sogni da non riuscire ad uscirne più. Il nostro protagonista non sa se sta vivendo la sua vita o quella di un qualche personaggio inventato. Se la racconta, parla da solo, immagina il suo futuro da star. Attorno a lui vorticano una serie di figure sparate fuori dalla sua mente, con le quali dialoga, litiga, si confida: nulla è reale più nella sua ultima giornata. Il mulinello l’ha inghiottito e ora si tratta solo di toccare il fondo. Teresa non è un personaggio tragico: nossignore. Combatte la verità con le armi dell’ignoranza e dell’ingenuità. Nel quartiere di Roma che fu di grandi registi e di grandi storie, si dipanano le ultime sue ore. In un piccolo appartamento, pieno di voci e senza nessuno. La radio accesa sulla frequenta del notiziario ci informa di un killer seriale che colpisce personalità di spicco del cinema. Il killer dello spettacolo lo chiamano. C’era bisogno di un killer per ammazzarlo? si domanda lui. Era arrivato a Roma pieno di speranze, in via Margutta c’è arrivato, ma Fellini non c’è più. Chi è il killer dello spettacolo? E perché Teresa, la parrucca un po’ in disordine e il rossetto sbavato, agita ora il coltello per aria?

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