Roma, un grande set a cielo aperto per Alberto Sordi

Dal ghetto a Frascati, passando per via Veneto e la Galleria di piazza Colonna che poi sarà intitolata proprio a lui: i luoghi più famosi dei film di Alberto Sordi girati a Roma

Alberto Sordi in bicicletta lungo via Veneto ne "Il Conte Max"

Parafrasando Woody Allen, "Roma era la sua città e lo sarebbe stata per sempre". Con i suoi film, Alberto Sordi ha girato l'Italia e il Mondo, è stato l'americano a Roma ma anche il tassinaro a New York e l'emigrante in Australia in cerca di una moglie. Ma il rapporto strettissimo che lo legava a Roma è parte integrante della sua filmografia. Alcune fra le scene più famose dei suoi film sono girate "on location" nella Città Eterna.

UN GIORNO IN PRETURA (1953): Il personaggio di Nando Moriconi (o Mericoni) nasce nell'episodio "Oltraggio al pudore" nel film diretto da Steno. Appassionato dell'America e dei film d'avventura, Nando viene pizzicato da una guardia mentre fa il bagno nudo nella marrana, come si chiamano a Roma i piccoli corsi d'acqua che attraversavano le campagne prima del grande boom edilizio. La marrana dove Sordi gioca a fare Tarzan è quella verso il fiume Aniene, dietro via val Brambana e vicinissima ai binari della ferrovia che va verso Stazione Nomentana. 

UN AMERICANO A ROMA (1954): Moriconi Ferdinando, detto Nando l'Americano, si aggira tra le rovine del Portico d'Ottavia in una buia e inquieta notte. Troppi noir americani visti al cinema e un tenero micio diventa il diabolico "gatto mammone", spia e traditore destinato a una brutta fine. Meno male che c'è l'intervento salvifico del brigadiere in bici. 

MI PERMETTE BABBO! (1956): Sordi è Alberto, giovane fannullone con la passione per il bel canto, il quale prende lezioni da un cialtrone che si fa pagare in fettine di vitella dal suocero di lui, interpretato con cipiglio da Aldo Fabrizi. Nei camerini del Teatro dell'Opera, Alberto incontra il mitico basso Giulio Neri insieme a Rosanna Carteri, Afro Poli, Ginio Mattera e Amalia Pini.

IL CONTE MAX (1957): L'edicola gestita dal "giornalaro" Alberto Boccetti, amante del jet set e dell'aristocrazia, visitata dallo squattrinato conte Max Orsini Varaldo (Vittorio De Sica), c'è ancora: è quella che si trova in via Vittorio Veneto, all'angolo con via Ludovisi. Nel 1957 c'era la Banca Commerciale Italiana, oggi c'è Banca Intesa. 

IL VIGILE (1960): Ambientato in un'immaginaria cittadina vicino Roma, il film è girato quasi tutto in esterni a Viterbo. L'inflessibile vigile Otello Celletti, però, ha l'occasione della vita quando soccorre Sylva Koscina, rimasta in panne conla macchina mentre si reca a Roma per una puntata de "Il Musichiere". Mentre il figlio undicenne di Celletti le aggiusta il carburatore, la Koscina è costretta a sorbirsi il vigile mentre declama con sentimento "T'amo, pio bove". La location esatta è in via Tuscolana, a Frascati, dalle parti di villa Apolloni. 

NELL'ANNO DEL SIGNORE (1969): Alberto Sordi firmò uno dei suoi personaggi più belli quando indossò il saio del frate incaricato di raccogliere il pentimento dei due carbonari condannati a morte nel film storico di Gigi Magni. Il patibolo in Piazza del Popolo fu ricostruito negli studi di De Laurentiis, ma nella vera piazza del Popolo c'è ancora la targa che ricorda il sacrificio dei due giovani Targhini e Montanari.

AMORE MIO AIUTAMI (1969): Una delle scene più famose del film è quella in cui il protagonista Giovanni Macchiavelli, stufo di accettare con dignità il tradimento della moglie Raffaella, impazzisce (o rinsavisce) e picchia violentemente la donna, rincorrendola tra le dune di Sabaudia. A beccarsi i ceffoni di Sordi non è Monica Vitti, interprete del personaggio della moglie fedifraga, bensì la giovane controfigura Fiorella Mannoia. È lei che corre tra le dune vicino la foce del canale Caterattino.

POLVERE DI STELLE (1973): Mimmo Adami e Dea Dani vanno a farsi notare tra i professionisti dell'avanspettacolo tra le colonne della Galleria Colonna, il punto di riferimento di tutti gli artisti della scena romana della prima metà del Novecento. Anni dopo, la Galleria verrà intitolata proprio ad Alberto Sordi.

QUELLE STRANE OCCASIONI (1976): Il palazzone anni Settanta nel cui ascensore restano bloccati per 24 ore un monsignore e una ragazza disinibita (interpretata da Stefania Sandrelli) si trova in via Anselmo Ciappi, zona Magliana. 

I NUOVI MOSTRI (1977): Il nobile "nero" Giovan Maria Catalan Belmonte viaggia di notte sulla sua Rolls Royce per le strade di Roma, tra una festa e un party al Jackie O., e si trova a soccorrere un uomo in piazzale Ugo La Malfa, sotto al monumento dedicato a Giuseppe Mazzini all'Aventino (anche se Belmonte lo scambia per il monumento a Mussolini). Non c'è posto in nessun ospedale, dal San Camillo a circonvallazione Gianicolense all'ospedale militare al Celio e così Belmonte decide di lasciare il "malconcio" di nuovi ai piedi del monumento a Mazzini. «Sai che risate quando lo racconterò al Jackie».

UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO (1977): Location inconfondibile quella della casa in cui vive il travet Giovanni con la moglie e il figlio Mario: dalla finestra di casa a piazzale Prenestino si vede il triste panorama della tangenziale.

IL MARCHESE DEL GRILLO (1981): La Roma papalina in cui si muove con disinvoltura er sor marchese Onofrio del Grillo, Duca di Bracciano, guardia nobile e Cameriere segreto di sua Santità Pio VII, è in parte ricostruita in studio, come l'antica piazza della Bocca della Verità dove avvenivano le esecuzioni. Ma le rovine tra le quali il marchese porta le sue conquiste sono quelle del Teatro Marcello, la bottega "murata" per scherzo è al ghetto, in via Sant'Angelo in Peschiera dietro il Portico d'Ottavia, la casa della bella Olimpià è in via della Pace e la loggia del palazzo dei del Grillo aperta sui tetti di Roma è quella della Casa dei Cavalieri di Rodi, uno degli angoli più suggestivi della Città Eterna che si affaccia su via dei Fori Imperiali.

IL TASSINARO (1983): Alla guida del suo taxi "Zara 87", Alberto Sordi gira tutta Roma, dal centro a Ostia Antica, imbarcando vip come Silvana Pampanini (scambiata per la signorina Sylva Koscina) a piazza Navona, e Giulio Andreotti, che viene accompagnato da via del Circo Massimo, all'angolo con la metro a viale Aventino, a piazza Montecitorio.

TUTTI DENTRO (1984): Il troppo zelante giudice Salvemini, con i capelli lunghi e il mandato di cattura facile, la fa da padrone nei corridoi del Palazzaccio, il Palazzo di Giustiazia oggi sede della Cassazione che si affaccia su piazza Cavour. 

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