Leo in scena al Teatro Argentina

Leo al Teatro Argentina

Di Leonardo da Vinci conosciamo molto. Tutte le sue invenzioni, i suoi quadri, le armi, gli studi sul volo, sull’anatomia, gli indovinelli, la filosofia. Conosciamo i suoi protettori, i suoi spostamenti, le sue domande. Apprezziamo la sua incidenza nel mondo attuale. Quello che non sappiamo è: che bambino era, quali erano i suoi giochi, quali i suoi amici, cosa lo catturava?

E se dietro al più straordinario genio della storia dell’umanità non ci fosse che il più comune dei desideri?

Lo scopriamo partendo dal Castello di Clos-Lucé ad Amboise, dove un servitore di Leonardo da Vinci accoglie Lisa e Maso, chiamati dal re di Francia in qualità di amici d’infanzia del genio per risolvere un problema. Infatti Leonardo, che era sul punto di svelare al re un importante segreto, si è chiuso nei suoi pensieri e nelle sue meditazioni: ha prima smesso di parlare e poi si è allettato. Più di un medico non ha saputo dire altro che il genio di Vinci sembra tornato bambino e forse gli amici possono aiutarlo a tornare in sé. Introdotti nella camera studio di Leonardo, dove questi anziano e malato giace, Lisa e Maso vedono l’enorme armadio pieno di cassetti e sportelli che domina l’intera stanza in lungo e in largo e che conserva tutte le invenzioni e i progetti del genio.

I due accortosi che con l’amico c’è poco da fare, che anche quando proferisce qualche rara parola questa è sconnessa e infantile, decidono di cercare il segreto, stando attenti a non farsi sorprendere da quello strano servitore. Ma nessuno di quei cassetti e sportelli si apre e non ci sono chiavistelli: sicuramente una diavoleria del loro vecchio amico sottintende all’apertura di quell’armadio. Leonardo si rigira nel letto e la sagoma del suo corpo lentamente si affloscia fino a scomparire e da sotto il letto ne esce fuori un bambino: Leo, che prima si stiracchia, poi si mette a fare capriole fino a che non è completamente sveglio e vispo. Quando Maso e Lisa lo notano non si accorgono della sua condizione, ma lo vedono come l’uomo anziano che giaceva nel letto, solo un po’ infantile nei modi. Ma quel bambino/vecchio vuole giocare con i suoi amici e nel farlo apre i cassetti, ognuno con una sua combinazione, cosa che induce Maso e Lisa ad assecondarlo: giocando arriveranno a scoprire il segreto.

I tre così si mettono a giocare, rievocando il loro ultimo anno a Vinci.



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