Giuda + The Winstons a Villa Ada - Roma incontra il mondo

Giuda + The Winstons sono tra i protagonisti dell'edizione 2019 di Villa Ada - Roma incontra il mondo. E si esibiranno il prossimo 22 giugno.

THE WINSTONS
Breve conversazione sul letto a tre piazze dello strizzacervelli...parte 1
 
–  Buongiorno, cominciamo dal titolo. Cosa vuol dire?
"Winston Smith" è il nome del protagonista di 1984. Ed è anche un gioco di pronuncia sul Mito dei The Winstons: "The Winston's Myth". Ma questi son solo inutili dettagli. Il metodo per fare le cose è quello di non pensare troppo. La libertà d'azione è l'unico che fa stare bene, e il rapporto umano è l'unica preziosa scuola compositiva. Alcuni definiscono questa attitudine Rock'nRoll. Altri semplicemente "vita".

– Diteci, signori Winstons, che disco è Smith?
Ci siamo trovati dopo alcune session londinesi in quello che fu l'home studio di Mike Oldfield nel Buckinghamshire e altri studi sparsi per il nord Italia con talmente tanto materiale da ipotizzare un disco doppio. Dopo un lungo tentativo di organizzazione abbiamo ascoltato tutto e abbiamo optato per un lavoro unico che rappresentasse al meglio la band hic et nunc. Solo ora che il disco è finito, missato dal super Tommaso Colliva in stato di grazia, abbiamo capito cosa abbiamo in mano e cosa stiamo per consegnare alla gente.
THE WINSTONS sono un power trio di fuoriclasse: basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelia e al culto dell’anarchia ancestrale. 

Forse i loro nomi non vi diranno molto, se non la marca di sigarette ma le loro facce hanno comunque un che di familiare. ENRO WINSTON, ROB WINSTON e LINNON WINSTON hanno trovato la sintonia perfetta in una nuvola fumosa di sonorità psico-jazz-garage, che con sensibilità contemporanea omaggiano il progressive rock inglese. 

Ed è negli acquitrini maleodoranti del prog che navigano, non curanti dello sporco che resta addosso ai vestiti. E chissenefrega, tanto lo sporco nel rock’n’roll diventa puro stile... I loro grandi templi non sono lontani dal pianeta Gong: si stagliano nell’orizzonte di una Canterbury distrutta, a destra dalla tomba di Hugh Hopper dei Soft Machine e a sinistra di quella di Kevin Ayers.
Nel 2015 il primo omonimo album “The Winstons”, seguito nel 2016 dal singolo “Golden Brown/Black Shopping Bag” rilasciato anche in uno stilosissiomo 45 giri. Ora è la volta di “Smith”, il secondo album presto in uscita.

GIUDA
Dalla pubblicazione, lo scorso 5 aprile, del loro ultimo lavoro discografico, dal titolo E.V.A., i Giuda hanno dato il via ad un tour che ha girato la nostra intera penisola e che si è spinto in tutta Europa: la band ha registrato un fantastico sold out al Monk per il release party del suo album ed è poi partita alla volta di Francia, Spagna e Regno Unito. Tornerà ancora ad esibirsi in Italia con un grande concerto live a Villa Ada Roma Incontra Il Mondo sabato 22 Giugno.

Tra i maggiori esponenti del rock’n’roll italiano potente e grintoso, i Giuda si formano a Roma nel 2007 e fin da subito si rivelano come una realtà fortemente internazionale ed un gruppo di musicisti uniti sia sul palco che nella vita di tutti i giorni. A tenere insieme ogni singolo membro della band c’è la passione comune per le esibizioni dal vivo e per un sound di stampo seventies, ma perfettamente a fuoco nei confronti di sonorità più moderne.

L’ultimo album della band, E.V.A., acronimo di Extravehicular Activity, è stato anticipato dai singoli Overdrive, uscito lo scorso 1° marzo, e SpaceWalk, uscito il 22 marzo. Il disco racchiude, nella musica e nei testi dei suoi brani, tutte le esperienze dei Giuda e le loro inclinazioni artistiche: lo spazio extraterrestre rappresenta da sempre un’alternativa più piacevole rispetto all’implacabile delirio del pianeta Terra, di conseguenza il rock’n’roll di questi guerrieri lisergici si è avventurato nella stratosfera, con risultati incredibili. Quella dello spazio è una metafora per raccontare i viaggi, l’incontro tra culture diverse e la paura che spesso affligge l’essere umano.

«Non siamo nostalgici e non vogliamo vivere nel passato!» Ha affermato Lorenzo, il chitarrista della band. «Se è vero che le nostre influenze appartengono perlopiù agli anni 60 e 70, due decadi in cui a livello artistico tutto è cambiato, è anche vero che la nostra è una band contemporanea, abbiamo modellato il nostro sound riportando tutto il nostro background nel 2019, creando così pian piano qualcosa di originale e, a mio avviso, di unico!»
 

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