Dal brodo di arzilla alla stracciatella, tutti i piatti natalizi della tradizione romana

Ecco quale dovrebbe essere il menù perfetto della Vigilia e di Natale - dai primi ai dolci - secondo la tradizione culinaria romana

Foto da Facebook @visitlazio

In tante famiglie (purtroppo) molte tradizioni romane sono andate perse. Un po' per mancanza di tempo, un po' per voglia di sperimentare ricette nuove, veloci da realizzare anche per tante persone, quei piatti natalizi tipici della tradizione romana sono passati in secondo piano. Non vale per tutti, però, per fortuna.

Ci sono ancora romani che hanno solide radici nella cultura culinaria romanesca e ci tengono moltissimo a portare in tavola esattamente quei piatti che bisnonne e nonne presentavano nel giorno della Vigilia e del Natale tanti anni fa.

Facciamo un tuffo nel passato, per recuperare quei piatti che - se vi ritenete romani doc - dovete assolutamente preparare il 24 e il 25 dicembre. 

I piatti romani della Vigilia di Natale

Iniziamo dal cenone della vigilia. Ad aprire la cena deve essere assolutamente un brodo di arzilla. Piatto tipico della cucina natalizia romana, si tratta di una zuppa con broccoli e pasta che mette d'accordo tutti, grandi e piccoli della famiglia. Il menù prosegue con un buon piatto di spaghetti con vongole veraci: buono, al dente, saporito.

Superato lo step dei primi arriva lei: la frittura! C'è chi la fa solo di pesce (calamari, gamberi, alici, baccalà), ma quella che va per la maggiore e che, ancora oggi, mamme e nonne portano in tavola, è la frittura di verdure: broccoli, carciofi prima di tutto!

Di contorno broccoletti ripassati e cicorietta sono sempre i benvenuti, anche se in tanti gradiscono di più una leggera insalata.

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I piatti del pranzo di Natale

I romani si leccheranno i baffi al sentir parlare di stracciatella. Niente a che vedere con il gusto gelato. Si tratta di una minestra con brodo di carne, nel quale vengono tuffate uove sbattute, con aggiunta di sale, pepe, parmigiano e - a piacimento - noce moscata e scorsa di limone. Piccole frittatine in brodo, perfette per aprire lo stomaco dopo la mangiata del 24 dicembre.

Per il primo piatto, la tradizione ammette qualche variante, purché si tratti di pasta fresca. Tradizionalmente nelle case dei romani, a Natale, si mangiano fettuccine o ravioli. Rigorosamente al ragù, magari anche con qualche polpettina. E che Natale sarebbe senza le costolette d'abbacchio fritte? Croccantine, saporite, da mangiare con le mani, mi raccomando. 

Sua maestà la coratella è un altro piatto della tradizione romana a tavola. Servita principalmente con i carciofi. Chi non la ama, ai carciofi comunque non rinuncia, anche perché "abbacchio più carciofo alla romana" è la morte sua.  

Altro contorno di Natale tipicamente romano? Le puntarelle ovviamente, condite con sale, aglio, pepe, aceto di vino bianco e acciughe.

I dolci natalizi della tradizione romana

In molti sapranno che il panettone non è un dolce tipico romano, anche se ci piace tanto, se non manca mai sulle tavole del Natale e se sono ormai tanti i pasticceri e panificatori romani a realizzare dei panettoni artigianali deliziosi. I dolci natalizi della tradizione romana, però, sono altri: il pangiallo e il panpepato in primis, poi i mostaccioli, il croccante alle mandorle, nocchiate e nociate

E sulle tavole del Natale non dimenticate mandarini e frutta secca, altro diktat delle feste a Roma e nel Lazio. 

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