Aperture invernali a Roma: 10 nuovi locali da non perdere

L'inverno romano è tutt'altro che noioso. Ecco una lunga lista di posti (tra ristoranti, cocktail bar, pasticcerie) che hanno aperto a Roma nei mesi freddi

Klang al Pigneto, foto @ufficiostampa

Il 2019 è finalmente arrivato e, dopo il giro di abbuffate a casa di amici e parenti, che ne dite di andare a scoprire qualche nuovo locale dove mangiare e bere bene a Roma? Durante l’inverno tante serrande si sono alzate nella Capitale, alcune in sordina, altre in maniera più ‘chiassosa’, portando una ventata generale di novità.

 Ecco le 10 aperture invernali a Roma che vogliamo segnalarvi:

10. Pizzium

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Se, per caso ve lo siete persi, a metà novembre, in via Piave, ha aperto Pizzium. Una pizzeria che mette la tradizione partenopea al centro, senza mai tralasciare la qualità e che porta in tavola la pizza napoletana nelle sue versioni più classiche e in tante altre versioni ‘regionali’. Quello di via Piave, dopo Milano, Torino, Serravalle e Gallarate, è il primo Pizzium romano.

9. Leo’s Gyoza

Un mondo di ravioli, alla piastra o fritti, vegetariani, di carne, di pesce e persino dolci. A Ostiense – lo scorso 15 dicembre - ha aperto Leo’s Gyoza, il primo gyoza bar d’Italia che porta lo street food giapponese nella Capitale. Protagonista assoluto, l’avrete capito, è il tipico raviolo del Sol Levante che, però, sul menù non è solo. A fargli compagnia anche onigiri, verdure, insalate, dolci tipici della tradizione.

8. Diliscando

A Flaminio, alla fine di novembre, ha aperto le porte Diliscando, un ristorante di pesce (e non solo), dal design molto particolare, curato ed elegante. Grande attenzione alla materia prima: il pesce, ad esempio, arriva appena pescato, ancora intero, da ‘diliscare’ appunto. Meticolosa cura anche per la scelta di vini e bollicine. Un angolo chic dove fermarsi per un aperitivo o per una cena.

7. Caviar Kaspia

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foto @ufficiostampa

Al quinto e al sesto piano del palazzo Rhinoceros, proprio sopra l’arco di Giano, ha aperto a novembre il primo Caviar Kaspia italiano. La nota maison di caviale ha scelto il cuore di Roma per fare i primi passi nel territorio italiano e ha preso la forma di un ristorante di lusso (in una location unica) con offerta all-day-long, dalle prime luci del mattino alla tarda serata. Il fiore all’occhiello (oltre al caviale, ovviamente)? Le terrazze che regalano agli ospiti una vista mozzafiato sulla Città eterna.

6. Ru.de

Cambiamo totalmente genere, per portarvi a Centocelle, dove ha aperto, da pochissimo, Ru.de. Un cocktail bar nato dal sogno di due giovani, Cristiano Ricci e Marco Zampilli, che, dopo anni di esperienze altrove, hanno deciso di tornare lì dove sono nati per creare il loro locale. Ru.De, da ‘rude’ nel suo significato italiano, ma anche in quello inglese di ‘maleducato’ è anche l’abbreviazione di ‘rumors delete’ (abbassiamo tutti la voce) e arriva ad arricchire ulteriormente un quartiere che si sta rivelando il nuovo cuore della movida romana.

5. Stazione Camelie

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E, allora, restiamo a Centocelle, dove recentemente ha aperto anche Stazione Camelie, un elegante ristorantino, in una palazzina chic e accogliente, che ha preso il posto di una vecchia stazione Tamoil in piazza delle Camelie e che si presenta come una piacevole oasi, dove staccare la spina dal chiasso della periferia, per godersi la serata in un inaspettato ‘giardino dell’Eden’.

4. Klang

Un locale che rompe gli schemi nell’inverno romano e porta nella Capitale qualcosa di nuovo. E’ Klang che ha aperto al Pigneto a dicembre. Un club d’ispirazione berlinese, in cui si beve, si mangia, si chiacchiera, si ascolta buona musica. Un locale che, in realtà, sono due dialoganti: il primo in cui ci si siede per mangiare e per bere una buona birra; il secondo che è dedicato allo spettacolo, alla musica, con un impianto acustico che mira alla perfezione. Un posto come non se ne vedono a Roma. Da scoprire.

3. Una ‘Food gallery’ a Roma

Cos’è una ‘food gallery’? Quest’inverno potrete scoprirlo a Roma, perché la prima ha aperto a Ponte Milvio poco prima di Natale. Tre ristoranti collegati tra di loro, che portano nella Capitale un’offerta gastronomica varia e multietnica. All’interno di questa ‘galleria ristorativa’ troverete Malandros – Botega de tapas, Meaters – Brace Bar e Mahalo - South Pacific Fine Food. Un ‘offerta variegata, diversa ma unita in qualche modo, in grado di far vivere ai clienti un’esperienza unica.

2. Hiromi cake

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Foto da Facebook @hiromicake

Non è un ristorante ma una pasticceria che non possiamo che segnalarvi tra le aperture invernali romane, soprattutto se siete amanti della cucina del Sol Levante. Hiromi cake, infatti, è la prima pasticceria giapponese – tutta al femminile - aperta a Roma, al quartiere Prati . Precisione, leggerezza e bellezza vengono cristallizzate in piccole opere d’arte, nate per accompagnare la tradizionale ‘cerimonia del tè’.

1. L’avvolgibile

Terminiamo con uno chef stellato, Adriano Baldassarre, che è tornato a casa, all’Appio Latino, ed è qui che ha aperto, pochi giorni prima di Natale, L’avvolgibile. Una trattoria popolare romana, dove poter mangiare tutti i piatti della vera tradizione capitolina, dove sentirsi a casa, davanti ad un piatto che stimoli i ricordi, soprattutto quelli legati ai pranzi della domenica in famiglia e alla cucina di una volta.

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