Mama Pokè ‘bissa’ a Roma: una nuova ventata hawaiana travolge l'Eur

Dopo il successo riscosso a Prati, Mama Pokè apre il secondo locale a Roma Sud, proponendo poke bowls gustose, saporite e all'insegna dell'healthy food

Le bowl di Mama Pokè, foto da Facebook @mamapokeroma

Stefano Costi, Giulia Castellini e Daniele Piccolo avevano portato una ventata di oceano su Roma, già la scorsa primavera, al quartiere Prati. Ma il successo del concept, unito all’entusiasmo di questi tre giovani romani (tra i 28 e i 32 anni) ha permesso di raggiungere un altro traguardo nel 2018. Mama Pokè, infatti, raddoppia, aprendo un nuovo locale in viale Beethoven, all’Eur, proprio a due passi da viale Europa e dal laghetto dell’Eur.

Ci siamo stati, incuriositi da questo vivace e colorato mondo delle poke, che sta facendo una bella concorrenza al sushi, e ne siamo rimasti colpiti, estasiati, volando, per un po’, alle Hawaii (e in tutta la West Coast Usa).

Mama Poke, alla scoperta delle bowls hawaiane

Entrare da Mama Pokè non vuol dire solo mangiare, ma iniziare un percorso, prima con gli occhi, poi con la mente e, infine, con il palato. Il bancone è assolutamente invitante, con salmone, tonno e gamberi sulla destra, riso classico o integrale e quinoa sulla sinistra e, al centro, frutta, verdura e alghe a volontà, per comporre al meglio la propria ‘insalata hawaiana’. Poke, letteralmente, significa ‘tagliato a cubetti’ e, infatti, il pesce crudo che è protagonista delle poke bowl, è caratterizzato proprio da questo preciso e geometrico taglio. Ma tutto, in questo locale, è minuziosamente tagliato.

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La preparazione di una poke bowl

Da Mama Pokè c’è spazio per le regole, ma anche per la creatività. Otto sono le ricette ‘signature’ proposte dal menù di Mama Pokè, ma a queste si aggiunge l’opportunità di creare bowls fai-da-te. Le regole da cui si parte sono uguali per tutti: prima la base (riso sushi, riso integrale, quinoa, misticanza), poi la proteina (salmone, tonno, gamberi al vapore, tofu), si prosegue con la marinatura (con combinazioni di soia, olio di sesamo, latte di cocco, curry e altro) e si finisce con la scelta dei topping (edamame, cavolo viola, avocado, wakame, elementi crunchy). Ultimissimo tassello di questa suggestiva opera d’arte oceanica, trapiantata a Roma, sono le salse: salsa teriyaki, salsa spicy o le maionesi vegane disponibili in 3 versioni (wasabi mayo, ginger mayo e salsa tropical con passion fruit).

Mama Pokè, come è nata l’idea

L’idea di creare qualcosa di tanto diverso a Roma, è nata dopo un viaggio che Stefano Costi e Giulia Castellini hanno fatto negli Stati Uniti (il classico Coast to Coast). I due giovani, insieme al terzo socio Daniele Piccolo, hanno deciso di buttarsi in una sfida creativa, coraggiosa e ci sono riusciti. Stefano, Giulia e Daniele – che sono anche proprietari dell’agenzia di comunicazione Studio Food e organizzano Food Event Management di rilievo come Via Japan e India Estate – hanno gettato un seme a Prati, in via Sforza Pallavicini e ora stanno raccogliendo i frutti anche in viale Beethoven.

Nel locale, che ha appena aperto, infatti, c’è già un bel movimento. In tanti scelgono Mama Pokè per una pausa pranzo nutriente (perché con una bowl si mangiano carboidrati, proteine, vitamine), piacevole (perché il gusto è davvero una sorpresa) e salutare (perché l’healthy food è al centro).

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Una bowl di Mama Pokè

La nostra 'poke bowl' da Mama Pokè

Non potevamo fare a meno di assaggiare anche noi una tipica bowl hawaiana nel nuovo Mama Pokè. Abbiamo optato per una Tokyo Salmon piccola (ogni bowl è infatti disponibile in regular o large size, rispettivamente a 9,90 e 12,90 euro): riso sushi, salmone, marinatura ponzu, semi di sesamo, carote, edamame, alga wakame, tobiko, wasabi mayo e salsa teriyaki. E l’abbiamo trovata davvero sorprendente. L’abbinamento dell’alga wakame con il salmone tagliato a cubetti è stato quello che più ha colpito il nostro palato. Gustosa la wasabi mayo, buono, nel complesso, tutto.

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Tokyo Salmon

Il locale è un buchetto, i tavoli sono da due, al massimo si mangia in 3, seduti su sgabelli tondi, non il massimo della comodità, ma più che adeguati per un pranzo veloce prima di tornare in ufficio. Ad ogni poke bowls si possono abbinare i Juices di Mama Pokè, il Kauai (carota, ananas e arancia), il Maui (mea verde, cetriolo e zenzero), il Lanai (kiwi, carota e basilico), il Molokai ( Mela verde, carota, zenzero e lime). E sei subito alle Hawaii.

Mama Pokè, entusiasmo, creatività e voglia di crescere

L’offerta food di Mama Pokè è stata studiata meticolosamente dai tre proprietari, con l’aiuto dello chef Bruno Settimi aka Basilico. “Ogni ricetta è stata accuratamente composta, ogni salsa assaggiata e ridosata, fino a trovare l’equilibrio perfetto – ci ha raccontato Giulia Castellini per noi i fornitori contano molto – ha proseguito la 28enne romana, nata e cresciuta proprio a due passi da viale Beethoven – il pesce lo prendiamo da Masaniello, che è anche socio di Mama Pokè, la frutta e la verdura vengono da Moccia, tutta la parte asiatica degli ingredienti è di Nipponia e i cereali ci vengono consegnati da un grande fornitore artigianale”.

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I toppings

Il secondo punto di Mama Pokè, sicuramente, rappresenta un importante traguardo per il giovane trio romano, ma, come Giulia Castellini ha rivelato a RomaToday, l’intenzione è quella di non fermarsi qui: “Sogno un altro Mama Pokè al centro storico e poi, magari, in altre città”. Entusiasmo, armonia e creatività non mancano nel piatto, anzi, nella bowl e, prima ancora, nella mente di Giulia, Stefano e Daniele.

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