Impronte di pizza 2019, i grandi pizzaioli da Eataly: "La pizza è una cosa seria"

Renato Bosco, Ciro Salvo, Franco Pepe e Stefano Callegari sono stati i protagonisti della prima edizione di Impronte di Pizza, portando la loro esperienza da Eataly e confrontandosi sull'evoluzione di uno dei simboli della cucina italiana

Foto da Facebook @eataly

La gustosa kermesse della Settimana della Pizza - ormai entrata nel vivo da Eataly e che continuerà fino a domenica 19 maggio - è stata la cornice ideale per la prima edizione di "Impronte di pizza". Un progetto tutto nuovo con il quale l'hub enogastronomico di Roma ha messo ancora una volta al centro i grandi maestri italiani della pizza.

Impronte di pizza, i pizzaioli che hanno lasciato il segno da Eataly

Dopo il lancio della Pizza di Eataly e il tour delle Pizze del Territorio, è stata la volta di un evento che ha "lasciato il segno", una vera e propria impronta gastronomica nel variegato mondo della pizza. Così, giovedì 16 maggio, presso il ristorante di Pasta e Pizza di Eataly, ad incontrarsi sono stati i grandi maestri pizzaioli nella prima edizione di Impronte di Pizza dal titolo “Italia in fermento – Impasti a confronto” .

I protagonisti

Renato Bosco, tra i 50 chef italiani scelti per rappresentare la cucina italiana nel mondo, Stefano Callegari, creatore del trapizzino nonché uno dei maestri pizzaioli più apprezzati della capitale. Franco Pepe, pizzaiolo campano e proprietario della pizzeria Pepe in grani (Caserta) e Ciro Salvo celebre per la sua pizzeria "50 kalò" di Napoli e per la sua eccezionale pizza.

Un poker di assi della pizza, che da Eataly hanno dibattuto e si sono confrontati aiutati dagli esperti Luciano Pignataro, Fulvio Marino e dal pizzaiolo di Eataly Francesco Pompilio.

Negli ultimi anni c’è stata una rivoluzione nel mondo pizza - ha spiegato Pignataro - L’attenzione di tutti si è infatti concentrata sulla qualità e si è creato un circolo virtuoso che ha complessivamente migliorato il prodotto partendo proprio dall’impasto. Si sono sperimentate lunghe lievitazioni e ognuno ha trovato il suo stile arrivando a risultati di eccellenza. Mettere a confronto scuole così diverse è interessante perché anche per la pizza, come per ogni cibo, il fine non è il mezzo, ma contano il gusto e la salute del cliente”.

Pizza è una parola universale e, in quanto tale, ha infinite varianti - ha commentato Puzzi, responsabile responsabile pizza Slow Food - Nella sola Italia dei mille campanili, ogni luogo ne dà una specifica lettura: da Napoli a Roma, Genova, Torino, Palermo e Verona, solo per fare alcuni esempi. Nata come ‘speranza’ per saziare la fame, oggi la pizza è sotto la luce dei riflettori e questo ci spinge necessariamente a fare e farci domande. Ecco perché i pizzaioli chiedono ai mulini di differenziare e migliorare l’offerta di materie prime, creano impasti sempre più identitari e portano in tavola ricette che sono frutto di alleanze con i produttori del territorio e immagine della grande tradizione gastronomica italiana”.

Impronte di pizza, l'obiettivo

Dalle farine utilizzate all'idratazione, dalla lievitazione ai tempi di cottura. Quello del 16 maggio da Eataly è stato un master concentrato in poche ore, durante le quali, i presenti hanno avuto modo di imparare moltoda Renato Bosco, Ciro Salvo, Franco Pepe e Stefano Callegari che si sono raccontati e hanno raccontato, soprattutto, la pizza e la sua evoluzione.

L'obiettivo di questo evento vuole essere quello di ascoltare la voce dei più rinomati pizzaioli italiani che hanno lasciato il segno, la loro impronta gastronomica, nel mondo della pizza, rinnovando il settore, ma anche recuperando le tradizioni e la definizione dell’autentica pizza italiana, aiutando anche il pubblico a riscoprire la qualità e il valore di un piatto che ha fatto grande la tradizione culinaria del nostro paese. Per Eataly la pizza è infatti “una cosa seria” e una nuova sfida per portare ad un alto livello la qualità dei piatti iconici italiani.

Impronte di pizza 2019 ha rappresentato la prima di edizione di un progetto molto ambizioso che continuerà con altre edizioni per diffondere sempre di più la cultura della pizza attraverso i veri maestri che l'Italia può vantare.

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