Brado: un rifugio di montagna apre le porte a Roma, tra selvaggina e birra artigianale

A una traversa di via Tuscolana, ha aperto Brado, un locale che porta nel piatto la selvaggina, i sapori del bosco e nel boccale 12 tipi di birra artigianale. Siamo andati a dare un'occhiata

Brado, nuovo locale di selvaggina a Roma

Percorri via Tuscolana in direzione centro, superi via Nocera Umbra e una traversa dopo, girando sulla destra arrivi a destinazione. Brado è il punto di arrivo - in viale Amelia 42 - un locale nuovo, piccolo, nato dalla passione di 5 ragazzi che mette al centro la selvaggina, i sapori del bosco e la birra artigianale. Tutto parte da un principio etico di base: lo stato brado che, per gli ideatori e proprietari di questa piccola e innovativa realtà romana è “uno stile di vita, un modo di essere e di pensare” che, da sempre, li lega alle proprie origini e alle proprie passioni.

Craft Beer & Wild Food’ è la breve descrizione che i gestori hanno voluto aggiungere al nome del locale, per dare subito ai clienti un’idea di ciò che da Brado puoi provare: ‘Birra artigianale e cibo selvaggio’ sono le principali caratteristiche di questo angolo di montagna come pochi ne abbiamo visti a Roma.

Brado, ambiente e sapori

Quando entri da Brado, ti senti in un posto caldo, accogliente, conviviale, di quelli in cui entreresti piacevolmente nei giorni di freddo rigido invernale, di quei posti che in montagna adori, ma che a Roma non ti è mai capitato di trovare. Tavoli di legno, colonne di cemento, quadri con renne sui muri e in fondo 5 pini e la scritta Brado, logo del locale che dice molto. I cinque pini, infatti, oltre a ricordare il bosco, rappresentano Augusto, Beppe, Mirko, Christian e Manuel, i 5 amici (3 fratelli e 2 cugini) che hanno fatto dello ‘stato brado’ una passione, una ragione di vita, ora racchiusa in quattro mura.

Il locale è piccolo, intimo, proprio come le accoglienti baite di montagna. Diventa un po’ rumoroso quando è pieno e, al tavolo, si fa un po’ fatica a parlare, ma fa parte del gioco. Appena si entra non si può fare a meno di notare il bancone sulla destra, con un impianto di birra a 12 vie. Più avanti c’è la cucina semi a vista, dove, ai fornelli, lo chef Matteo Militello permette di assaggiare non i soliti piatti, non la solita carne.

Brado, la selvaggina nel menù

Lo stato brado da Brado – la ripetizione era d’obbligo – è alla base di ogni prodotto e quindi di ogni piatto. Si parte dal rispetto degli animali che, appunto, devono vivere allo stato brado (o semi brado). La genuinità e la qualità, i valori nutrizionali di ogni alimento sono il biglietto da visita con cui Brado vuole presentarsi al pubblico. Così i fornitori sono accuratamente selezionati affinché questa filosofia arrivi in cucina e, nelle mani di Matteo Militello, diventi presto piatto. Un buon piatto.

Avicoli e maiali di Cinta senese sono della azienda Agricola Nera di Narni che alleva i suoi animali in totale libertà; i formaggi e il guanciale vengono da La Mascionara, azienda sul lago di Campotosto. La selvaggina proviene da uno dei migliori fornitori italiani: la macelleria di Aldo Zivieri a Bologna. Le patate sono di Avezzano (più precisamente di Magliano dei Marsi), l’olio, al 100 per cento realizzato con olive umbre, è di Olio Flaminio di Trevi.

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Un assaggio dei salumi di Brado

Brado, curiosando nel menù

Da Brado scordati il solito hamburger, o la classica bistecchina di maiale. Da Brado trovi la carne di daino, cervo, cinghiale, capriolo, trovi il pulled pork di Cinta senese affumicato al legno di faggio, il bun con burger di cinghiale, pachino confit, misticanza, ricotta salata, pancetta croccante di Mora Romagnola, salsa chimichurri e patatine fritte. Puoi assaggiare la cotoletta di cinghiale o osare con la tagliata di selvaggina del giorno. Per i palati più esigenti c’è la tartare di selvaggina, con tuorlo fritto e tartufo di stagione, per chi vuole tenersi sul leggero, pur assaggiando qualcosa di particolare, ci sono gli scialatielli con erbe di campo e pachino confit. Ci sono poi i cartocci, la torta al testo e il menù è davvero vasto e ricercato. Non mancano i piatti per celiaci.

Brado, 12 birre artigianali e non solo

I ragazzi che hanno dato vita a Brado ci hanno svelato che l’idea di questo locale è nata proprio davanti ad un boccale di birra artigianale. Tutti e 5 cacciatori, tutti e 5 appassionati di birra, hanno così messo in piedi un progetto ambizioso, in cui, ovviamente, la birra non poteva mancare. Così è stato inserito un impianto a 12 vie di birra artigianale e poi grande rilievo al whiskey, al bourbon, alla tequila, al rum e, in primo piano c’è il gin, altra grande passione dei proprietari di Brado.

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La birra di Brado

Brado porta in tavola sapori decisi, forti, forse non graditi a tutti ma che, sicuramente, i veri intenditori di carne di cacciagione e tutti coloro che amano osare, non si lasceranno scappare. Un piatto di selvaggina del giorno, accompagnato da un’ottima birra artigianale dopotutto, a Roma, non li trovi ovunque. Questo è il punto di forza di Brado.

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