Da Centocelle ad Auschwitz, la pedalata della memoria di Tiziano Dominici

1500 Km circa, il percorso che Tiziano Dominici ha scelto di fare per unire l'impegno sociale a quello sportivo, sentendo nella fatica la necessità di non dimenticare cosa è accaduto prima di noi e cosa non possiamo permettere che riaccada

Una pedalata lunga quasi 1500 Km, quella di Tiziano Dominici, che il 13 giugno ha caricato è partito da Roma, dal suo quartiere Centocell, e ha caricato la sua bicicletta in bus fino a Verona e dalla città veneta è salito in sella avendo come destinazione Auschwitz, dove è arrivato domenica 23 giugno. 

Come tutto è cominciato

L’idea è nata da un momento di pieno relax e dall’incontro che Tiziano Dominici ha avuto con Davide, fondatore della libreria Odradek, famosa libreria d’impegno sociale romana attiva sin dai primi degli anni ’90. I due amici si sono incontrati davanti ad un buon bicchiere di vino, in una altrettanto famosa enoteca romana, Enoteca Tor de Schiavi. Dalle sue prime parole cogliamo subito la bonarietà dell’incontro che ci riporta in quegli ambienti e  in quelle situazioni forse ormai passate ma capaci di creare il giusto spirito d’iniziativa. L’idea di Tiziano, come lui stesso ci dice è stata sostenuta sin dal primo momento da Davide, che oltre ad essere sempre disponibile nelle attività culturali, ha sentito il bisogno di rendersi partecipe all’idea di Tiziano. Per questo motivo non l’ha perso un attimo di vista e la libreria Odradek è divenuta subito un canale fondamentale  per monitorare l’impresa dell’operaio romano. Da qui la rete si è allargata e ovviamente si è estesa  tra le diverse fonti d’informazioni. Noi di Romatoday  l’abbiamo sentito l’ultima volta quando stava in dirittura d’arrivo verso la Repubblica Ceca , ad Ostrava per precisione;  tappa che ha preceduto l’arrivo a Cracovia dove è stato per tre giorni, prima dell’ arrivo a destinazione.

L’importanza delle radici alla base di questa avventura

Oltre all’incontro con Davide, una delle principali causa che ha scaturito la scelta per la partenza, Tiziano ci spiega di quanto "siano state fondamentali le ragioni familiari per questo suo viaggio". Figlio di grandi appassionati di storia, soprattutto il padre, Tiziano deve ai genitori le motivazioni che gli hanno permesso  di partire, motivazioni che come ci spiega "hanno certamente un senso culturale ma soprattutto emotivo". Oltre a rivivere i valori ereditati, si ha la consapevolezza di quanto oggi più che mai siano importatanti questi valori per non dimenticare il senso sociale che dovrebbe farci capire che non ci sono differenze né razziali né sociali. Tiziano sente il bisogno di ricordare questi valori "non solo come esempio trasmesso, ma anche come dimostrazione di un aspetto della sua personalità", che fa della  “semplicità” un impegno; che avviene attraverso una salutare corsa in bicicletta, capace di creare un rapporto tra uomo e natura che serve a Tiziano come spunto di riflessione anche sulla condizione umana.

Riflessioni sul viaggio

"L’impegno storico ovviamente non è l’unica causa scatenante dell’azione", ci dice Tiziano, da questo derivano diverse motivazioni  che fanno di questa iniziativa un singolo movimento culturale, che è stato capace di diventare un movimento collettivo, perché il valore empatico della sua azione è riuscito filtrare tra l’opinione pubblica. La rilevanza storica si è unita all’ importanza dello sport  e del senso civico, che sono valse proprio a dimostrare che l’aspetto culturale e il valore che lo determina , non  possono scindere l’idea dall’azione e che il senso civico e l’azione, sono condizioni imprescndibili per creare un movimento dalla velenza sociale e culturale. "La scelta del mezzo ciclistico rappresenta per Tiziano un mezzo che maggiormente lo rappresenta" , in quanto il raggiungimento dell’obiettivo è direttamente proporzionato a quanto si fatica per ottenerlo. Non a caso diverse volte la parola che l’operaio utilizza è fatica, metafora di sacrificio che può essere attuato però solo tramite  una passione; come quella per la bici e che solo in questo caso riesce a trasformarsi in un beneficio personale, che  vuole dare voce ad un urlo che  risvegli le coscienze. Tiziano ci spiega anche come "il viaggio in bicicletta ponga l’individuo in un rapporto spazio-tempo diverso rispetto agli altri mezzi per viaggiare. La bici è capace di metterlo maggiormente in contatto con la natura,  le condizioni sono quelle di una persona che per raggiungere la sua meta non può sottrarsi  alla consapevolezza dei propri limiti, imposti dalla fatica, ma ancor di più alla consapevolezza di come tali limiti possono  essere superati", divenendo una dimostrazione di  come poter conquistare maggiore libertà.

Oltre la fatica

A termine della chiacchierata Tiziano ritorna ad una delle condizione che ha permesso di innescare questa avventura, il vino e gli amici. Quando gli abbiamo chiesto se ha già pensato a cosa farà dopo il suo arrivo nella cittadina austriaca, ci risponde con un sospiro di sollievo preceduto da una risata, dicendoci che "si incontrerà con dei suoi amici  a Monaco di Baviera per l’ultima tappa dedicata solo al relax".

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