"Il nostro teatro dei sogni": passato e futuro dello Stadio Olimpico

"E' il primo libro sulla storia di questo stadio"

Per molti è una sorta di tempio del calcio. Ma probabilmente la definizione più adatta è quella che hanno trovato Fabio Argentini e Luigi Panealla. Per loro lo stadio Olimpico rappresenta "il nostro teatro dei sogni". Un palcoscenico  attraversato da episodi che hanno scritto la storia. E non solo in campo sportivo.  Nell'impianto sono infatti stati ospitati eventi calcistici e musicali. Olimpiadi e parate militari.

Appuntamenti con la storia

"Non era mai stato scritto un libro sull'Olimpico" racconta Fabio Argentini. "Eppure qui sono passati artisti come Frank Sinatra, il primo a realizzarvi un concerto". Ma lo stadio è stato l'epicetro anche di grandi eventi sportivi. Dalle Olimpiadi che nel 1960  incoronarono Livio Berruti al match che nel 1956 consegnò il titolo iridato al pugile sordomuto Mario D'Agata. Il boxer aretino, sconfiggendo il francese Robert Coehen, ha ragalato all'Italia il secondo  la cintura di campione del mondo. In precedenza  c'era riuscito solo Primo Carnera. 

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I progetti architettonici

La storia dell'Olimpico è frutto di numerose rivisitazioni. "Sono stati almeno quattro i progetti che si sono succeduti" racconta il coatore del libro, la cui prefazione è stata curata da Giovanni Malagò. "Lo stadio nasce nel 1932 semplicemente come un invaso. Aveva le tribune d'erba ed era circondato dai cipressi" da qui il suo primo nime. "Nel 1937 viene ribattezzato stadio olimpionico e contestualmente vi si costruisce un anelo di marco di carrara. Oggi – spiega argentini – lo ritroviamo nella parte bassa della Tevere. I due anelli successivi invece, realizzati in travertino, risalgono al 1953". Bisogna aspettare le notti magiche ed i mondiali del 90 per assistere alla sua ultima versione.

Il futuro dello stadio

Il passato dell'Olimpico è sicuramente denso di spunti. Ma anche il futuro riserva importanti prospettive. Il Coni - il cui presidente ha curato la prefazione al libro - è intenzionato ad investirci fortemente. L'Olimpico "si aprirà al mondo, sia dal punto di vista degli eventi culturali che sul piano di quelli sportivi" promette Argentini. Resterà quindi un importante protagonista della città. A differenza degli altri impianti di proprietà della Roma e della Lazio, non sarà altrettanto identitario. "Il progetto di Dan Meyer, intervistato nel libro, è finalizzato a ricreare una sorta di Colosseo. I biancocelesti punteranno a realizzare una città dello sport, in ossequio all'identità polisportiva della Lazio". L'Olimpico invece, dall'alto dei suoi novant'anni di esperienza, continuerà a perseguire la propria missione. Sarà, per dirla con le parole degli autori, "il nostro teatro dei sogni".


 

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