Raffaello 1520-1483, la più grande mostra di sempre alle Scuderie del Quirinale

Apre al pubblico l'attesa mostra dedicata al sommo artista del Rinascimento. Un percorso che parte dalla sua morte per arrivare alle origini della sua arte, con capolavori provenienti dai più importanti musei e da collezioni nazionali ed internazionali. L'abbiamo visitata in anteprima

A cinquecento anni dalla morte di Raffaello Sanzio, Roma, e tutta l'Italia, rende omaggio al sommo artista del Rinascimento con una mostra di ampiezza mai tentata prima. Ad accoglierla - dal 5 marzo al 2 giugno 2020 - sono le Scuderie del Quirinale. Uno dei siti museali più importanti della Capitale dedica i suoi due piani al grande maestro.

La mostra a 500 anni dalla morte di Raffaello

Una rassegna incredibile, che le Scuderie del Quirinale hanno realizzato insieme alle Gallerie degli Uffizi. Oltre 240 opere, di cui 120 dello stesso Raffaello, tra dipinti, disegni, arazzi, progetti, lettere, provenienti dai più importanti musei e collezioni nazionali ed internazionali.

La mostra-evento, attesissima da mesi ormai (già a febbraio era record di prevendite con oltre 50mila biglietti venduti) arriva a Roma in un momento non semplice, in cui misure speciali stanno interessando tutti i luoghi pubblici e privati per via dell'emerganza coronavirus. Ma dalle Scuderie del Quirinale assicurano che le visite, alla luce dell'attuale emergenza sanitaria in corso nel Paese, avverranno nelle migliori condizioni, volte a tutelare la sicurezza di tutti, applicando rigorosamente le norme disposte dagli organi governativi. Sarà dunque possibile l’accesso alle sale ad un numero di visitatori tale da garantire il rispetto delle distanze di sicurezza interpersonale. Per questo motivo, è fortemente consigliata la prenotazione dei biglietti.

VIDEO | A 500 anni dalla scomparsa, il genio Raffaello in mostra alle Scuderie del Quirinale

Alla scoperta di Raffaello 1520-1483, viaggio a ritroso nella vita dell'artista

Raffaello morì a Roma, la sera del 6 aprile 1520 (stesso giorno in cui nacque), di Venerdì Santo, ammalatosi otto giorni prima di una febbre continua e acuta. Proprio da qui, dalla fine, ha inizio la mostra Raffaello 1520-1483, un sorprendente viaggio a ritroso, che parte dall'apice della sua arte, per arrivare agli esordi, ponendo quella "fine", come vera nascita di Raffaello, che deve la sua fama universale proprio a Roma. E', dunque, particolarmente significativo che questo tributo nazionale abbia luogo nella città dove l'urbinate espresse a pieno il suo formidabile talento artistico, e dove la sua vita si spense improvvisamente a soli 37 anni di età. 

Le opere

Alle Scuderie del Quirinale, per la prima volta in assoluto nella storia, sono stati riuniti oltre 100 capolavori autografi o comunque riconducibili a ideazione raffaellesca tra dipinti, cartoni, disegni, arazzi, progetti architettonici. A questi sono state affiancate altrettante opere di confronto e di contesto (sculture e altri manufatti antichi, sculture rinascimentali, codici, documenti, preziosi capolavori di arte applicata) per un ammontare complessivo di 204 opere in mostra, 120 dello stesso Raffaello tra dipinti e disegni.

La mostra Raffaello 1520-1483 si apre con una suggestiva riproduzione della tomba di Raffaello al Pantheon e prosegue alla scoperta di alcune delle più belle e conosciute opere dell'artista La mostra allestita alle Scuderie del Quirinale è l'occasione irripetibile per vedere riunite nello stesso luogo opere celeberrime e amatissime in tutto il mondo come: la Madonna del Granduca e la Velata delle Gallerie degli Uffizi o la grande pala di Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna; opere mai tornate in Italia dal momento della loro esportazione per ragioni collezionistiche come la sublime Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, la Madonna della Rosa dal Prado o la Madonna Tempi dalla Alte Pinakothek di Monaco di Baviera; dipinti straordinari e iconici come il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre.

Per la prima volta, si potranno ammirare nello stesso luogo i ritratti dei due papi che consentirono a Raffaello di dimostrare il suo immenso potenziale artistico negli anni romani: quello di Giulio II dalla National Gallery di Londra e quello di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi dagli Uffizi, presentato per la prima volta dopo un accuratissimo restauro, durato tre anni, a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, intervento che ne ha restituito la nettezza luministica e cromatica originale e l’incredibile forza descrittiva dei dettagli.

Roma e l'eredità lasciata da Raffaello alla Capitale

Realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e da Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro. Un lavoro complesso che non poteva che trovare il suo spazio a Roma, ad affermarso a Romatoday, la curatrice della mostra Marzia Faietti: "Non poteva che essere Roma l'epicentro di questa mostra, perché gli ultimi anni di attività di Raffaello si sono svolti a Roma, a Roma è scomparso, o meglio da Roma rinascerà, e comunque ha lasciato alla Capitale un grande messaggio lui che negli ultimi anni è stato veramente un artista a 360 gradi, capace di destreggiarsi tra la pittura, i progetti per la scultura, l'architettura, addirittura lo studio di Roma Antica, in mostra c'è anche la famosa lettera a Leone X, scritta con il supporto letterario di Baldassarre Castiglioni, ma le idee sono comunque di Raffaello. Insomma - prosegue la curatrice - un artista a tutto tondo, un umanista che qui a Roma vede il compimento di tutte queste sue doti che, peraltro, aveva già alimentato sin dalla prima giovinezza".

Figlio d'arte, di Giovanni Santi, cresciuto ad Urbino, posto di grande civiltà, che aveva chiamato a raccolta artisti da varie parti d'Europa, in Raffaello c'erano, sin dalla giovinezza, tutti i presupposti per una maturazione incredibile che, appunto, ha raggiunto il suo apice a Roma. "L'interesse per la Roma Antica e anche per la Roma dei suoi tempi era grandissimo in Raffaello - ha sottolineato Marzia Faietti - e l'eredità che lui ci lascia è una mostra che, in occasione del quinto centenario della sua morte, non poteva che essere esposta in questa città".

L'idea di svolgere un percorso a ritroso è di Matteo Lafranconi, direttore delle Scuderie del Quirinale e curatore insieme a Marzia Faietti della mostra: "Matteo ha avuto l'idea di questo inizio spettacolare con la riproduzione tridimensionale della mostra di Raffaello al Pantheon - ha sottolineato Faietti - dà lì ci siamo mossi per distribuire la mostra in queste sessioni, undici in totale, che dovevano fare, appunto, un percorso a ritroso".

La collaborazione con le Gallerie degli Uffizi

Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza la collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, generosi prestatori e organizzatori della mostra a tutti gli effetti. Presente all'anteprima di Raffaello 1520 - 1483, infatti, anche il direttore del noto museo fiorentino Eike Schmidt: "Abbiamo co-organizzato insieme alle Scuderie del Quirinale questa mostra. Sin dall'inizio era chiaro che, solo in sinergia, potevamo realizzare una mostra veramente grande per celebrare Raffaello in questa suo cinquecentenario. Non immaginavamo che poteva  nascere una mostra così grande, così bella, con così tante opere che normalmente non viaggiano da tutto il mondo, da 52 musei diversi, con 3 opere che non erano mai rientrate in Italia, quindi veramente un evento unico, sicuramente la più grande mostra mai fatta su Raffaello".

Il progetto ha beneficiato della collaborazione con la Galleria Borghese, il Parco Archeologico del Colosseo e i Musei Vaticani, istituzioni che si sono rese generosamente disponibili a costruire un importante coordinamento sinergico con Scuderie del Quirinale e Gallerie degli Uffizi relativamente alle celebrazioni dell’anno raffaellesco a Roma. La rassegna, di ampiezza mai tentata finora, presenta capolavori provenienti dalle collezioni dei più importanti musei e collezioni nazionali ed internazionali tra cui: Gallerie Nazionali di Arte Antica, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Galleria Borghese, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Fondazione Brescia Musei, e poi ancora Musei Vaticani, Louvre, National Gallery di Londra, Museo del Prado, Museo Nacional de Artes decorativas di Madrid, Patrimonio Nacional, National Gallery of Art di Washington, Metropolitan Museum di New York, Albertina di Vienna, British Museum, Royal Collection, Ashmolean Museum di Oxford, Musée des BeauxArts di Strasburgo.

La mostra è stata inaugurata il 3 marzo dal capo dello Stato Sergio Mattarella e dalle più alte cariche istituzionali insieme ai rappresentanti dei principali Paesi esteri che hanno dato il loro apporto per questo attesissimo appuntamento con prestiti straordinari; un evento così atteso che già nella prima settimana di febbraio ha registrato un record di prevendite.

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Oltre 60.000 i biglietti venduti con richieste provenienti da tutto il mondo. Una preziosa occasione di visibilità internazionale per il Paese, che richiama in Italia un gran numero di turisti, di specialisti e di appassionati. L'esposizione, visitabile fino al 2 giugno, è il progetto di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale, istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci, in occasione delle celebrazioni mondiali per il quinto centenario della scomparsa dell’artista rinascimentale, avvenuta il 6 aprile del 1520 a Roma. Un evento unico che mira a restituire, nel quadro dell’attualità europea, il valore universale dell’arte di Raffaello, rimasta per quattro secoli base indiscussa del canone artistico occidentale.

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